Caso Macrì, ricostruzione ufficiale diversa dalle denunce politiche
Un presunto utilizzo irregolare di distacchi sindacali, documenti contestati e sigle sindacali prive di riscontri formali sono al centro di un caso che ha attirato l’attenzione dell’Assemblea regionale siciliana e dell’assessorato alla Salute. La vicenda riguarda Mario Salvatore Macrì, anestesista messinese trasferito nelle scorse settimane da Messina a Milazzo a seguito di un procedimento disciplinare avviato dall’Asp.
Secondo l’azienda sanitaria, il provvedimento non sarebbe collegato alle denunce politiche emerse successivamente, ma all’uso non legittimo di un distacco sindacale. Una ricostruzione che si discosta da quanto sostenuto da esponenti dell’opposizione parlamentare, i quali avevano ipotizzato una ritorsione legata a segnalazioni su presunte irregolarità nelle assunzioni presso l’assessorato alla Sanità.
Il caso è emerso pubblicamente a fine dicembre, durante il dibattito sulla legge finanziaria regionale, quando il deputato Ismaele La Vardera ha denunciato in aula un presunto spreco di risorse per il comando di personale sanitario, indicando rapporti di parentela o vicinanza politica. In quella sede, lo stesso parlamentare ha riferito che il medico che avrebbe fornito le informazioni, Macrì, era stato trasferito, lasciando intendere un collegamento diretto tra i fatti.
La questione ha portato all’attivazione di verifiche e alla convocazione, in commissione Sanità, del direttore generale dell’Asp di Messina, Giuseppe Cuccì, e dell’assessore Daniela Faraoni. La commissione, presieduta da Pippo Laccoto, ha ascoltato i rappresentanti istituzionali su richiesta del deputato Pino Galluzzo. Dalla documentazione esaminata è emerso che il procedimento disciplinare risale all’8 novembre, dunque antecedente alle dichiarazioni di La Vardera, ed è scaturito da una segnalazione del collegio sindacale dell’Asp. Al centro dell’atto vi sarebbe una contestazione relativa a un accordo sindacale firmato da Macrì come rappresentante del sindacato Coas, sigla della quale non sarebbero stati rintracciati riscontri formali.
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