Ponte sullo Stretto, nuovo confronto tra Bruxelles, Roma e opposizioni
Torna al centro del dibattito il progetto del Ponte sullo Stretto, mentre si avvicinano passaggi ritenuti determinanti per l’iter del progetto definitivo e, a Messina, è in programma per sabato il nuovo corteo nazionale promosso dal movimento “No Ponte”.
Da Bruxelles, un portavoce della Commissione europea, intervenendo all’Ansa, ha confermato che sono in corso interlocuzioni con il Governo italiano per approfondire alcuni aspetti dell’opera, notificata alla Commissione nel giugno 2025. L’esame riguarda l’applicazione della normativa europea in materia di appalti pubblici, valutazioni di impatto ambientale e tutela degli habitat e delle specie protette. «La Commissione è in contatto con le autorità italiane per chiarire alcuni aspetti del progetto del Ponte di Messina», ha dichiarato il portavoce, precisando che il confronto rientra nelle procedure ordinarie previste per le grandi opere. È stato inoltre richiamato l’articolo 72 della Direttiva Appalti, secondo cui le modifiche ai contratti possono essere effettuate senza una nuova gara qualora ricorrano le condizioni previste, compreso il limite del 50% dell’aumento del valore del contratto rispetto al valore aggiornato.
Le dichiarazioni sono state accolte positivamente dalla società Stretto di Messina. L’amministratore delegato Pietro Ciucci ha affermato: «Le dichiarazioni della Commissione Ue confermano quanto più volte affermato nelle diverse sedi circa la corretta applicazione e il rispetto di quanto previsto dall’art. 72 della Direttiva Appalti». Ciucci ha inoltre ribadito che l’incremento del corrispettivo del contraente generale rientra nei limiti consentiti ed è dovuto principalmente all’adeguamento dei prezzi.
Parallelamente, prosegue il confronto sulle recenti nomine nel Consiglio superiore dei lavori pubblici, chiamato a esprimere il proprio parere sul progetto definitivo. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha presentato un’interrogazione parlamentare, sostenendo l’esistenza di una «tempistica sospetta» nelle designazioni dei professori Mauro Dolce e Giuseppe Tomasicchio. Alle contestazioni ha replicato il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Massimo Sessa, definendo «del tutto pretestuoso» ipotizzare che due componenti possano incidere sull’esito di una votazione collegiale composta da circa cento membri. Sessa ha inoltre ricordato l’obbligo, per tutti i componenti, di dichiarare eventuali incompatibilità e di astenersi dalla partecipazione ai lavori qualora ricorrano tali condizioni.
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