Appalti pubblici, 12 misure cautelari nell’inchiesta della DDA di Messina
Un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Messina. Il provvedimento è stato adottato al termine degli interrogatori preventivi svolti nei confronti di 16 dei 20 indagati.
Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari per sei persone, ritenute promotori e gestori di un’associazione per delinquere, mentre ad altri sei imprenditori è stato imposto il divieto temporaneo di contrattare con la Pubblica Amministrazione, in quanto considerati, allo stato delle indagini, concorrenti esterni al sodalizio.
Secondo l’accusa, l’organizzazione avrebbe assunto il controllo della fase esecutiva di numerosi appalti pubblici affidati da enti tra cui il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS), l’Ufficio Regionale del Genio Civile di Trapani, il Comune di Brolo e la Città Metropolitana di Reggio Calabria. Attraverso una struttura imprenditoriale parallela, le imprese aggiudicatarie avrebbero affidato irregolarmente lavori, mezzi e personale a un imprenditore messinese di 61 anni, già condannato in via definitiva per concorso esterno nell’associazione mafiosa dei “barcellonesi”.
L’inchiesta è nata dalla denuncia presentata nel novembre 2021 dal rappresentante legale di un consorzio di imprese, che aveva segnalato la presenza dell’imprenditore all’interno di un cantiere per opere di risanamento costiero. Le successive intercettazioni, unite ad accertamenti economico-finanziari e fiscali, hanno consentito agli investigatori di ricostruire l’attività dell’organizzazione.
Arresti domiciliari
Francesco Scirocco, Gioiosa Marea, 6-7-1965
Gaetano Busà, Messina, 6-6-1976
Basile Calandra Sebastianella, Messina, 3-6-1966
Domenico Logozzo, Reggio Calabria, 29-1-1966
Michele Caruso Scaffidi, Patti, 14-7-1968
Carmelo Munafò, Barcellona, 20-11-1979
Divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione
Angelo Barbetta, Cosenza, 19-4-1982
Emanuele Bonfiglio, Messina, 17-3-1976
Giovanni Iacquinta, San Giovanni in Fiore, 27-1-1992
Saverio Iaquinta, San Giovanni in Fiore, 4-6-1964
Massimo Piscitello, Sant’Agata di Militello, 19-1-1976
Carmine Sepe, Napoli, 1-2-1980
Tra gli appalti interessati figurano gli interventi di sistemazione idraulica del torrente Pozzo a Brolo, la manutenzione degli impianti elettrici e dei cavalcavia delle autostrade A18 e A20, i lavori sul fiume Belice nel territorio di Partanna e gli interventi di efficientamento energetico del Centro Direzionale di Reggio Calabria.
Le indagini hanno inoltre documentato il ricorso a subappalti illeciti e noleggi di comodo per eludere le autorizzazioni previste, oltre a contestare intestazione fittizia di imprese, frode nelle pubbliche forniture, riciclaggio e autoriciclaggio. Nei cantieri sarebbero stati installati impianti di illuminazione non conformi nelle gallerie autostradali, utilizzati materiali non approvati sui cavalcavia e impiegata manodopera irregolare.
Per occultare la provenienza del denaro, il gruppo avrebbe utilizzato un sistema di false fatturazioni per inesistenti forniture di carburante, con il coinvolgimento del gestore di una stazione di servizio. Gli importi, trasferiti tramite bonifici e successivamente restituiti in contanti al netto di una provvigione, sarebbero stati reimpiegati anche per il pagamento in nero dei lavoratori. Il flusso finanziario fittizio ricostruito dagli investigatori ammonta a circa 377 mila euro.
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