Capo d’Orlando, ascensore senza collaudo: anziana “bloccata” in casa
A distanza di settimane dal precedente intervento istituzionale, resta irrisolta la vicenda di Patrizia Castignolo, 81 anni, con disabilità, impossibilitata a lasciare la propria abitazione a Capo d’Orlando a causa del mancato avvio dell’ascensore condominiale. La figlia Rita Giudice ha inviato una nuova richiesta alla prefetta di Messina, sollecitando un intervento che consenta di rendere finalmente operativo l’impianto.
Nella comunicazione, la donna ricorda il precedente interessamento della prefetta, grazie al quale era stato possibile realizzare la cabina elettrica necessaria all’alimentazione dell’ascensore. Tuttavia, nonostante l’attivazione del Pod e l’arrivo dei contatori, l’impianto continua a rimanere fermo. «Mi rivolgo a Lei che ci ha già aiutato settimane fa, ordinando i lavori di allaccio della luce e le siamo molto grate», scrive Rita Giudice, aggiungendo che la società incaricata dell’ascensore risulterebbe inattiva per la pausa estiva e che, contattando il numero verde, non sarebbe emerso alcun impianto registrato all’indirizzo indicato.
La figlia evidenzia inoltre le ripercussioni sulla salute della madre: «La prego di aiutarci a fare uscire di casa la mamma per consentirle di curarsi. Ha avuto il cancro e, oltre a non deambulare, sta rinunciando a visite mediche fondamentali». Nella stessa email viene annunciata anche l’intenzione di interessare l’ambasciata canadese, dal momento che l’anziana è cittadina del Canada.
Trasferitasi da Montréal dopo aver acquistato un appartamento al secondo piano di una nuova palazzina sul lungomare di Capo d’Orlando, la donna aveva verificato la presenza dell’ascensore prima dell’acquisto. Al momento del trasferimento, però, l’impianto non era funzionante per l’assenza dell’alimentazione elettrica. Oggi, pur essendo disponibile la fornitura di energia, manca ancora il collaudo necessario alla messa in esercizio. Nel frattempo, per uscire dall’abitazione, l’anziana può contare soltanto sull’assistenza della Protezione civile, non sempre disponibile, mentre proseguono le difficoltà nell’accesso alle cure, comprese fisioterapia e ozonoterapia.
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