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Mazzarrà, Pietrafitta valuta il ricorso al Tar dopo lo scioglimento

Sindaco Carmelo Pietrafitta Mazzarrà Sant'Andrea

Mazzarrà Sant’Andrea, dopo lo scioglimento del Comune il sindaco Pietrafitta valuta il ricorso al Tar. Dopo la decisione del Consiglio dei ministri di disporre lo scioglimento degli organi amministrativi del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, il sindaco Carmelo Pietrafitta ha espresso la propria posizione, annunciando di voler attendere la relazione della Prefettura prima di assumere eventuali iniziative, compresa la possibilità di presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale.

In una nota diffusa dopo aver appreso la notizia dagli organi di stampa, il primo cittadino ha dichiarato: «Ho appreso dalla stampa, con profonda amarezza e delusione, la decisione del Consiglio dei Ministri. Non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, ma nei prossimi giorni condividerò le mie riflessioni con la cittadinanza che, per due mandati, mi ha affidato l’amministrazione del paese».

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Pietrafitta ha inoltre rivendicato i risultati raggiunti dall’amministrazione dal 2017, indicando interventi sulle opere pubbliche, la riqualificazione urbana, la sicurezza, il decoro del territorio, i servizi sociali, le iniziative dedicate ai giovani e le misure rivolte alle fasce più fragili della popolazione. Ha poi aggiunto: «Prima di formulare giudizi o diffondere comunicati giustizialisti è necessario conoscere il territorio, le persone e la realtà dei fatti».

Sulla vicenda sono intervenuti anche il segretario generale della Cgil Messina, Pietro Patti, e il segretario provinciale del Partito Democratico, Armando Hyerace.

Patti ha definito il provvedimento «una ferita per la vita democratica della comunità», ribadendo che nelle pubbliche amministrazioni non possono trovare spazio opacità o condizionamenti e che imparzialità, trasparenza e tutela dell’interesse collettivo rappresentano principi imprescindibili.

Hyerace ha evidenziato che «un commissariamento per mafia è sempre un fatto molto grave», osservando come il ripetersi di una simile situazione nell’arco di undici anni imponga una riflessione politica sulle cause che hanno riportato la comunità a confrontarsi con lo stesso scenario.


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