Sbarra: «Dati positivi per investimenti e sviluppo nel Mezzogiorno»
Il Mezzogiorno si conferma area trainante per la nuova imprenditorialità italiana. A evidenziarlo sono i dati “Movimprese”, elaborati da Unioncamere e InfoCamere, che registrano nel Sud, alla fine del 2025, oltre 103.500 nuove imprese, con un saldo positivo di 21.569 unità. Il risultato rappresenta circa il 40 per cento del totale nazionale e si traduce in un tasso di crescita dell’1,07 per cento, superiore alla media del Paese.
Il quadro territoriale mostra andamenti particolarmente favorevoli in Campania, Puglia e Sicilia. Sul piano provinciale, nove delle undici città con il più alto incremento di nuove imprese risultano localizzate nel Mezzogiorno, confermando una dinamica diffusa e non circoscritta a singoli contesti.
I dati sono stati commentati dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, che in una nota ha sottolineato come tali risultati maturino in un contesto favorevole agli investimenti. Secondo Sbarra, la crescita è legata alla programmazione unitaria degli interventi attuata negli ultimi tre anni dal Governo guidato da Giorgia Meloni e al ruolo strategico della ZES Unica, indicata come leva di politica industriale capace di rafforzare le catene del valore e l’indotto.
“Dati coerenti con le previsioni SVIMEZ”, ha affermato Sbarra, richiamando le stime dell’SVIMEZ secondo cui anche nel 2026 il Mezzogiorno dovrebbe crescere più del Centro-Nord. Sul fronte occupazionale, le rilevazioni del Sistema Informativo Excelsior promosso da Unioncamere indicano, nel periodo gennaio-marzo 2026, 403.650 nuovi ingressi previsti nel Sud. Il tasso di occupazione ha inoltre raggiunto il livello più elevato dall’inizio delle rilevazioni, avviate nel 2004, evidenziando una fase di espansione del tessuto economico meridionale.
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