Policlinico, in aumento le cure odontoiatriche dedicate ai più fragili
Prosegue l’attività del Centro di salute orale senza barriere dell’AOU G. Martino di Messina, struttura afferente all’U.O.C. di Odontoiatria e Odontostomatologia guidata dal professor Giacomo Oteri, che registra un progressivo aumento di accessi e richieste di assistenza. Il servizio è dedicato a bambini e adulti con disabilità o particolari fragilità comportamentali, spesso non collaboranti, che necessitano di trattamenti odontoiatrici eseguiti con il supporto di un anestesista dedicato.
Dall’avvio delle attività, nell’ottobre 2024, sono stati assistiti complessivamente 224 pazienti. Di questi, 114 hanno ricevuto cure nel corso del 2025, mentre altri 80 sono già stati trattati nel primo semestre del 2026. L’Azienda prevede un ulteriore incremento delle sedute operatorie entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di ampliare la capacità di risposta alle numerose richieste.
La maggior parte degli interventi ha riguardato minori con disabilità o bisogni assistenziali specifici, ma il servizio è stato esteso anche ad adulti con fragilità comportamentali e pluripatologie che richiedono percorsi dedicati. Un elemento distintivo del centro è rappresentato dalla presenza di anestesisti specializzati nell’area materno-infantile, impegnati quotidianamente nell’assistenza ai pazienti pediatrici.
“La possibilità di effettuare alcuni trattamenti in narcosi – spiega il professor Giacomo Oteri – è importante specie laddove è necessario intervenire su più quadranti della bocca. Ciò ci consente di sfruttare al massimo la seduta operatoria, eseguendo anche alcuni interventi preventivi; un aspetto significativo in pazienti già medicalizzati, perché più fragili, e che al tempo stesso trovano una risposta tempestiva e completa”.
L’esperienza rappresenta inoltre un’opportunità formativa per la Scuola di specializzazione in Chirurgia orale. “Il centro – afferma la direttrice amministrativa dell’AOU G. Martino, Elvira Amata – è inserito in un ospedale universitario dove molti pazienti seguono già percorsi specialistici dedicati. Offrire un’assistenza integrata, soprattutto ai bambini con fragilità, significa garantire un servizio di riferimento per il territorio e la comunità”.
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