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Facebook e Instagram, l’Ue interviene sulla protezione dei minori

Mark Zuckerberg - Social

La Commissione europea mantiene aperto il confronto con Meta sulla tutela dei minori che utilizzano Facebook e Instagram. Il portavoce Thomas Regnier ha riferito che Bruxelles ha avviato scambi con la società dopo l’accordo transattivo raggiunto negli Stati Uniti nell’ambito di una causa sulla sicurezza dei giovani utenti.

«Stiamo portando avanti un dialogo continuo per offrire almeno una protezione altrettanto valida ai nostri bambini nell’Unione Europea», ha dichiarato Regnier, ricordando l’indagine avviata nei confronti di Meta nell’ambito del Digital Services Act. Secondo la Commissione, il design di Facebook e Instagram presenta caratteristiche in grado di favorire forme di dipendenza e risulterebbe in violazione del DSA.

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Bruxelles chiede ora all’azienda impegni concreti, in particolare sulla gestione del tempo trascorso davanti agli schermi e sull’efficacia degli strumenti di controllo parentale. «La palla è nel campo di Meta», ha sottolineato il portavoce.

Parallelamente, in Italia prosegue la prima class action «inibitoria» promossa davanti al Tribunale civile di Milano da una decina di famiglie, affiancate dal Moige-Movimento Italiano Genitori e assistite dallo studio legale Ambrosio & Commodo di Torino. L’azione riguarda Meta, con Instagram e Facebook, e TikTok.

Nella memoria depositata, corredata da numerosi allegati, vengono indicate prove definite «documentali incontrovertibili» secondo cui le piattaforme genererebbero o aggraverebbero disturbi mentali e comportamentali, soprattutto tra i minori. I ricorrenti sostengono inoltre che le società conoscano i meccanismi della dipendenza patologica e contestano l’assenza di adeguati sistemi di verifica dell’età, la mancata rimozione di contenuti ritenuti dannosi e insufficienti informazioni sui possibili rischi.


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