Spi Cgil e Federconsumatori: “Poco è cambiato sulle attese sanitarie”
Lo Spi Cgil Messina e Federconsumatori Messina tornano a richiamare l’attenzione sulle criticità delle liste d’attesa nella sanità pubblica, facendo riferimento alle numerose segnalazioni che pervengono quotidianamente, in particolare da pensionate e pensionati e da persone in condizioni di fragilità. Le due organizzazioni evidenziano come il problema, da tempo noto, continui a incidere sull’accesso a visite specialistiche ed esami diagnostici, nonostante gli annunci istituzionali diffusi nei mesi scorsi.
Le rassicurazioni relative a un superamento delle liste d’attesa in tempi brevi non hanno trovato riscontro nella pratica. In questo contesto viene ricordata l’intervista televisiva rilasciata il 22 maggio 2024 dal Commissario straordinario dell’Asp di Messina, Giuseppe Cuccì, che, a seguito di una denuncia presentata in Procura, dichiarò: «Mi vergogno di quanto avvenuto, ma mi sto adoperando perché questo si risolva… Gli chiederò un appuntamento per porgergli le mie scuse».
La denuncia riguardava l’impossibilità di usufruire di una prestazione sanitaria nei tempi stabiliti dal servizio pubblico e il conseguente ricorso al regime privato con richiesta di rimborso, diritto previsto dall’articolo 3, comma 13, del decreto legislativo n. 124 del 29 aprile 1998. Secondo Spi Cgil e Federconsumatori, a distanza di tempo la situazione risulta sostanzialmente invariata, con tempi di attesa ancora elevati e numerose richieste di rimborso rimaste senza risposta.
Le associazioni segnalano inoltre una carenza di informazioni e di procedure operative chiare, che rende di fatto difficoltoso l’esercizio di diritti formalmente riconosciuti. Ritardi prolungati nelle diagnosi e nelle cure possono comportare conseguenze rilevanti sullo stato di salute delle persone, mentre l’anticipo dei costi per visite ed esami non è sostenibile per tutti. Spi Cgil Messina e Federconsumatori Messina annunciano infine la prosecuzione delle iniziative di tutela a favore delle persone anziane e dell’intera collettività.
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