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Chiusura dell’Atelier sul mare: le opere migrano

Antonio Presti

L’imprenditore Antonio Presti ha comunicato ufficialmente la decisione di abbandonare Tusa e trasferire le opere d’arte dell’Atelier sul mare altrove. Il noto albergo non riaprirà, e si sta già lavorando per individuare una nuova sede per le camere d’arte firmate dai protagonisti del Novecento.

Secondo le dichiarazioni di Presti, “Se a un padre uccidi il figlio, resta attonito e incapace di muoversi, di pensare, di guardare avanti”. Questa immagine evocativa riflette il profondo turbamento causato dall’esperienza vissuta con l’Atelier sul mare. In seguito a complicazioni burocratiche e problemi di certificazione, l’attività ha dovuto chiudere i battenti.

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La decisione di Presti ha scatenato un dibattito sulla prospettiva futura della struttura e delle opere d’arte ospitate. Mentre si discute sulla possibile nuova collocazione, l’imprenditore sottolinea l’importanza di progettare un futuro che rispetti l’eredità artistica e culturale dell’Atelier sul mare.

Le reazioni alla notizia sono state variegate, con alcuni esprimendo dispiacere per la fine di un’iconica istituzione culturale, mentre altri guardano avanti alla possibilità di una nuova vita per le opere d’arte in un diverso contesto.

Il giorno successivo all’annuncio, Antonio Presti ha parlato di visioni, futuro, amore e rispetto, dimostrando un forte legame emotivo con il progetto e un desiderio di preservare il suo spirito originale anche in nuove sedi.

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