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Richieste di recupero ticket errati, i cittadini si rivolgono alla CISL

Esenzioni Ticket CISL

L’Asp di Messina sta inviando richieste di recupero dei ticket errati ai cittadini, che si sono rivolti alla Cisl, alla Federazione dei Pensionati e all’Adiconsum per assistenza. Alibrandi (Cisl) e Ammendolia (Fnp Cisl) esprimono preoccupazione per la minaccia di inibire alcune prestazioni e ritengono ciò inaccettabile e incostituzionale. Un incontro con l’Asp è stato richiesto, mentre ai cittadini viene suggerito di verificare le richieste presso l’Adiconsum Cisl.

Messina, 19 gennaio ’24. L’Asp di Messina ha avviato un’operazione di verifica delle esenzioni ticket per reddito a partire dal gennaio 2012. I controlli, basati sulle informazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, hanno rilevato l’insussistenza dei requisiti per l’agevolazione, portando all’emissione di richieste di rimborso per i ticket sanitari dal 2012 in poi.

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La postilla preoccupante è che, secondo il comma 11 dell’art. 1 del decreto, ai cittadini potrebbe essere inibito l’accesso a nuove prestazioni di specialistica ambulatoriale a carico del Servizio Sanitario Nazionale fino a quando il debito pregresso non verrà regolarizzato. Questa situazione ha sollevato dubbi sulla conformità alle norme costituzionali sull’accesso alla salute.

Antonino Alibrandi, segretario generale della Cisl Messina, e Giovanni Ammendolia, segretario generale della Fnp Cisl Messina, hanno manifestato preoccupazione per l’approccio delle autorità, sottolineando la mancanza di informazioni sufficienti nelle autocertificazioni e l’ingiustizia delle sanzioni, spesso prescritte. Hanno annunciato l’intenzione di valutare le azioni legali appropriate.

Le contestazioni coinvolgono i cittadini che, dopo aver autocertificato un’esonero dal pagamento ticket nel 2012, hanno visto ora la loro condizione ritenuta non valida. Il verbale notifica l’accertamento e prevede il pagamento del ticket dovuto con una sanzione ridotta entro 60 giorni o la possibilità di presentare argomentazioni entro 30 giorni.

Alibrandi e Ammendolia hanno evidenziato che le sanzioni possono raddoppiare il debito, ma molte risultano prescritte, rendendo l’intero processo ingiusto. Invitano i cittadini a verificare attentamente prima di pagare, poiché le somme versate erroneamente non vengono restituite.

Infine, è stato richiesto un incontro immediato con l’Asp per chiarire la situazione e proteggere i diritti dei cittadini interessati.

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