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Tradizioni e usanze locali: il patrimonio della pesca dello Spada

Storia Pescespada

Il convegno sull’antica arte della pesca del pescespada si è svolto all’Horcynus Orca a Messina, evidenziando la sua unicità e la richiesta all’Unesco per il suo riconoscimento come patrimonio immateriale dell’umanità. L’organizzatore, Andrea La Fauci, insieme all’Accademia internazionale Amici della Sapienza di Messina e la professoressa Paola Radici Colace, ha celebrato questa pratica millenaria.

Il convegno, moderato dal giornalista Gianluca Rossellini, ha visto la partecipazione della professoressa Angela Busacca della Biblioteca del DiGiES, che ha sottolineato l’importanza di promuovere e studiare le tradizioni legate allo Stretto di Messina per le nuove generazioni.

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Storia Pescespada

La professoressa Paola Radici Colace ha presentato la storia della pesca del pescespada dall’antichità ai giorni nostri, evidenziando le fasi salienti di questa attività. Ha inoltre spiegato come questa pratica sia un vero duello tra pescatore e pesce, entrambi armati di una “spada”.

Andrea La Fauci ha fornito informazioni sulle evoluzioni tecniche delle imbarcazioni nel corso dei secoli e ha sottolineato l’importanza del dialetto utilizzato dai pescatori. Ha raccontato come ogni rematore fosse identificato dal remo che governava.

Durante l’evento, sono state condivise testimonianze di Nino Mancuso, figlio di Antonio, inventore della “passerella”, e di Maria Rando, nipote di Salvatore Rando, costruttore di arpioni. Entrambi hanno contribuito in modo significativo a questa antica pratica.

Il convegno ha anche rivelato la richiesta avanzata nel marzo 2023 all’Unesco affinché questa forma di pesca venga riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità. Si è evidenziato come questa pratica rappresenti una fonte di sostegno per i pescatori dello Stretto di Messina e conservi molte tradizioni, leggende e usanze locali.

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