Cronaca

Peculato ai caselli C.A.S., interdetti cinque esattori e un tecnico

CAS Consorzio Autostrade Siciliane

La Polizia Stradale di Palermo, attraverso la Sottosezione di Buonfornello, ha dato esecuzione l’11 giugno 2026 a un’ordinanza cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese, Irina Cirincione, su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento dispone la sospensione per sei mesi dall’esercizio del pubblico servizio nei confronti di cinque dipendenti del Consorzio per le Autostrade Siciliane (C.A.S.), impiegati con la qualifica di agenti tecnici esattori presso i caselli di Buonfornello e Cefalù.

Secondo l’accusa, gli indagati sarebbero coinvolti in numerosi episodi di peculato relativi all’appropriazione di somme versate dagli automobilisti per il pagamento dei pedaggi autostradali. I fatti contestati si riferiscono a un periodo compreso tra novembre 2025 e gennaio 2026.

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Lo stesso provvedimento ha inoltre disposto il divieto temporaneo, sempre per sei mesi, di esercitare l’attività professionale nei confronti di un dipendente di una società privata incaricata della manutenzione della rete informatica degli impianti di riscossione dei pedaggi per conto del C.A.S. L’uomo sarebbe coinvolto, in concorso con due esattori, in 33 episodi contestati dagli investigatori.

Le indagini hanno attribuito ai cinque dipendenti del Consorzio rispettivamente 13, 18, 24, 103 e 108 episodi di peculato. Le somme sottratte avrebbero avuto importi variabili, generalmente compresi tra 7 e 15 euro, ma talvolta anche superiori.

L’attività investigativa, condotta mediante intercettazioni ambientali e sistemi di videosorveglianza installati all’interno e all’esterno delle cabine di esazione, avrebbe consentito di ricostruire un sistema consolidato. In base agli accertamenti, gli esattori avrebbero incassato il pedaggio senza registrare il titolo di viaggio effettivamente consegnato dall’utente, sostituendolo con biglietti riportanti importi inferiori. Il ticket autentico sarebbe stato successivamente smagnetizzato ed eliminato.

Gli investigatori hanno inoltre documentato presunte manovre finalizzate a indirizzare il traffico verso determinate postazioni di riscossione, mediante la temporanea disattivazione delle piste automatiche. Nel provvedimento, il Gip evidenzia come gli episodi contestati rappresenterebbero soltanto una parte di una prassi operativa emersa nel corso delle indagini. La Procura ha diffuso il comunicato anche per raccogliere eventuali segnalazioni utili da parte dei cittadini.


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