Carcere di Barcellona, tre agenti penitenziari aggrediti
Tre agenti della Polizia penitenziaria sono rimasti feriti in due distinte aggressioni avvenute nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, nell’arco di pochi giorni. Gli episodi, verificatisi durante un colloquio e un controllo nei corridoi dell’istituto, hanno reso necessario il ricorso alle cure ospedaliere. Sulla vicenda intervengono i sindacati Consipe e Fsa-Cnpp/Spp, che denunciano le condizioni di sicurezza del personale.
Il primo episodio risale a venerdì, quando un detenuto avrebbe reagito all’annullamento di un colloquio con la convivente, arrivata da Catania e successivamente allontanata per motivi non precisati. L’uomo avrebbe colpito un agente con una testata, tentando anche di impossessarsi delle chiavi e minacciando di uscire dall’istituto. Il poliziotto è stato accompagnato in ospedale per le cure necessarie.
La seconda aggressione si sarebbe verificata durante un controllo nei corridoi, dopo che due agenti avevano notato il passaggio di un oggetto tra detenuti. Alla richiesta di chiarimenti, uno dei reclusi avrebbe reagito colpendo entrambi gli operatori con calci e pugni. Complessivamente sono dieci i giorni di prognosi per i tre agenti coinvolti, mentre i due detenuti responsabili delle aggressioni, entrambi italiani, sono stati collocati in isolamento.
Il Consipe ha espresso solidarietà al personale, richiamando l’attenzione sulla necessità di garantire adeguate condizioni di sicurezza. Più dura la posizione del sindacato Fsa-Cnpp/Spp, che descrive «una situazione giunta a un punto di non ritorno», sostenendo che le aggressioni rappresentino episodi ricorrenti e non isolati.
L’organizzazione sindacale chiede interventi immediati all’amministrazione penitenziaria, tra cui l’introduzione del regime di custodia chiuso per i detenuti più pericolosi e l’impiego di personale con specifiche capacità operative nei reparti maggiormente a rischio.
«Se non verranno presi provvedimenti tempestivi, siamo pronti a mettere in campo ogni forma di mobilitazione», avverte il sindacato, ribadendo la necessità di tutelare l’incolumità e la dignità professionale degli agenti penitenziari.
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