Arecibo, il radiotelescopio da 305 metri che esplorava l’universo
ACCADDE OGGI – Il 1° novembre 1963 veniva inaugurato a Porto Rico l’Osservatorio di Arecibo, destinato a diventare uno dei più importanti centri di ricerca astronomica del mondo. La struttura ospitava un radiotelescopio con un’antenna circolare di 305 metri di diametro, costruita all’interno di una depressione naturale del terreno. Per oltre mezzo secolo avrebbe rappresentato un punto di riferimento per lo studio dello spazio.
La particolarità dell’impianto era costituita dalle sue dimensioni e dalla soluzione tecnica adottata. A differenza dei tradizionali radiotelescopi orientabili, la gigantesca parabola rimaneva fissa, mentre un sistema di ricevitori sospesi sopra la superficie permetteva di osservare differenti regioni del cielo. Tre grandi torri sostenevano la piattaforma attraverso una complessa rete di cavi d’acciaio.
Inizialmente progettato per studiare la ionosfera terrestre, l’osservatorio ampliò progressivamente le proprie attività alla radioastronomia e alle osservazioni radar. Gli strumenti consentivano di analizzare i segnali provenienti dallo spazio, studiare pianeti e asteroidi e approfondire la conoscenza dei fenomeni astronomici.
Il radiotelescopio contribuì anche alle attività scientifiche della NASA, fornendo informazioni utili per la selezione dei siti di atterraggio lunari e per le missioni Viking dirette verso Marte. La sua parabola rimase la più grande del mondo fino al 2016, quando venne completato in Cina il radiotelescopio FAST.
La storia dell’impianto si concluse nel dicembre 2020, quando la piattaforma sospesa crollò sulla parabola dopo una serie di cedimenti strutturali. L’osservatorio di Arecibo rimane una delle realizzazioni più significative dell’ingegneria scientifica del Novecento.
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