San Giorgio, crisi dell’acqua: Marea Gioiosa chiede risposte al Comune
La crisi idrica nella frazione di San Giorgio, a Gioiosa Marea, entra in una nuova fase di protesta. Il movimento civico “Marea Gioiosa”, attraverso il referente Antonio Vicenti, ha annunciato un programma di iniziative per sollecitare il ripristino della potabilità dell’acqua, chiedere eventuali indennizzi e portare la questione all’attenzione delle autorità competenti.
Secondo quanto riferito dal movimento, il Comune non avrebbe fornito alcun riscontro alla diffida del 21 ottobre, con la quale erano stati richiesti l’approvvigionamento sostitutivo di acqua potabile entro 48 ore e la presentazione, entro il 30 ottobre, di un cronoprogramma degli interventi necessari. Di fronte alla presunta assenza di risposte concrete, il sodalizio ha predisposto un piano articolato in sei iniziative, con scadenze indicative che potranno essere modificate in base agli sviluppi della situazione.
La prima fase prevede l’invito ai cittadini a conservare scontrini per l’acquisto di acqua minerale, fatture relative a riparazioni di impianti ed elettrodomestici, fotografie e documentazione tecnica dei disagi subiti. Entro tre giorni il movimento intende mettere a disposizione moduli per presentare reclami individuali e richiedere eventuali indennizzi. Viene richiamata, in particolare, la normativa ARERA relativa agli standard del servizio idrico sostitutivo, la cui applicabilità alla situazione dovrà essere verificata.
Entro sette giorni è prevista una segnalazione formale ad ARERA, per chiedere accertamenti sul rispetto degli obblighi del servizio idrico. Il programma comprende inoltre una riunione pubblica con i residenti entro trenta giorni, per illustrare le iniziative e concordare le successive azioni collettive.
Nello stesso periodo il movimento propone di organizzare una manifestazione pacifica davanti al municipio, chiedendo la fornitura immediata di acqua potabile sostitutiva e un piano pubblico con interventi, responsabilità e tempi certi per la soluzione del problema. Entro 45 giorni viene inoltre prospettata la predisposizione di un esposto alla Procura della Repubblica, corredato da ordinanze, comunicazioni e segnalazioni dei cittadini, affinché siano accertati i fatti ed eventuali profili di responsabilità.
Le scadenze indicate non sono vincolanti, ma rappresentano obiettivi organizzativi. Il movimento ribadisce la volontà di proseguire attraverso gli strumenti civici e istituzionali disponibili fino alla risoluzione della crisi: «L’acqua potabile è un diritto e San Giorgio non può più aspettare».
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