Maltempo in Sicilia orientale, danni stimati in oltre mezzo miliardo
L’ondata di maltempo che ha interessato la Sicilia orientale ha provocato danni estesi lungo il litorale ionico, con ripercussioni significative su infrastrutture, abitazioni e attività economiche. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha seguito l’evolversi dell’emergenza insieme al capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, che dalla sala operativa ha coordinato per tutta la notte gli interventi nei territori maggiormente colpiti. Il presidente Schifani ha convocato la giunta in via straordinaria per domani, giovedì 22 gennaio, alle ore 12 a Palazzo d’Orléans, a Palermo. All’ordine del giorno ci sono la dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza regionale e la richiesta di deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale per il maltempo che ha colpito la Sicilia nei giorni 19, 20 e 21 gennaio.
Nelle fasi più critiche l’attenzione si è concentrata sulla tutela dell’incolumità pubblica e sul controllo delle situazioni a rischio, mentre nelle ore successive sono state avviate la raccolta delle segnalazioni e le prime stime sui danni materiali. Secondo quanto riferito dal presidente della Regione, le conseguenze risultano particolarmente rilevanti lungo oltre cento chilometri di costa. «Ieri notte – ha dichiarato Schifani – eravamo concentrati sull’emergenza e sull’evitare perdite di vite umane. Ora stanno arrivando le notizie sui danni, che sono molto gravi e riguardano strade litoranee, stabilimenti turistici e balneari, abitazioni e strutture portuali». Una prima valutazione colloca l’ammontare dei danni oltre il mezzo miliardo di euro. Per questo motivo è stata convocata una seduta straordinaria della giunta regionale finalizzata alla deliberazione dello stato di crisi e alla richiesta al Governo della dichiarazione di emergenza nazionale.
Schifani ha inoltre ringraziato il sistema di Protezione civile regionale, i volontari, i Comuni, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, sottolineando che il coordinamento tra Regione, prefetti, sindaci e Protezione civile nazionale ha consentito di evitare vittime.
Sul piano istituzionale europeo è intervenuto anche l’eurodeputato Marco Falcone, vice capo delegazione di Forza Italia nel gruppo PPE, che ha espresso solidarietà alle comunità colpite nelle province di Catania e Messina. «Ci troviamo di fronte a una calamità di portata nazionale – ha affermato – che richiede risposte rapide, procedure agevolate e risorse da Palermo, Roma e dall’Unione Europea per sostenere famiglie e imprese». Falcone ha richiamato gli strumenti comunitari disponibili, citando il regolamento RESTORE, che consente un utilizzo flessibile delle risorse della Politica di Coesione per far fronte agli effetti immediati delle calamità naturali e alla ricostruzione delle infrastrutture danneggiate.
Gravi le conseguenze anche per il comparto balneare. La CNA Balneari Sicilia ha descritto una situazione definita critica lungo la costa orientale, con stabilimenti e attrezzature danneggiati dalle mareggiate. Il presidente Mario Fazio ha parlato di «doppia emergenza, climatica e normativa», evidenziando le difficoltà di pianificazione legate all’incertezza sulle concessioni demaniali. Sul tema è intervenuto anche il coordinatore Gianpaolo Miceli, che ha chiesto misure economiche straordinarie e chiarezza normativa per consentire alle imprese di affrontare la fase di ricostruzione.
Analoga richiesta di interventi urgenti è arrivata dal Codacons, che ha sollecitato l’attivazione immediata della procedura per la dichiarazione dello stato di calamità naturale. L’associazione ha segnalato evacuazioni preventive, allagamenti e danni diffusi nelle province di Catania, Messina e Siracusa. «È indispensabile garantire ristori e misure di sostegno concrete», ha dichiarato il segretario nazionale Francesco Tanasi, chiedendo anche il coinvolgimento delle Prefetture e della Protezione civile per completare rapidamente la ricognizione dei danni.
Dal mondo del commercio, Confesercenti Area Metropolitana di Catania ha avviato la raccolta delle segnalazioni delle attività colpite. Il presidente Claudio Miceli ha riferito di danni ingenti a esercizi turistici, ristorazione, negozi e servizi, mentre il direttore Francesco Costantino ha indicato una stima preliminare di decine di milioni di euro, aggravata dalla sospensione delle attività e dalla perdita di fatturato. L’associazione fornirà supporto agli esercenti nella predisposizione della documentazione necessaria per le richieste di sostegno e le pratiche assicurative. AGGIORNAMENTO
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