Cronaca

Kalashnikov e intimidazioni a Palermo, 21 persone indagate

Carabinieri Palermo

La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha disposto un’operazione che ha portato all’emissione di 21 decreti di fermo nell’ambito di due distinte indagini riguardanti presunte attività estorsive e traffico di sostanze stupefacenti riconducibili al mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo. Sette degli indagati erano già detenuti per altre cause, mentre gli altri provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo.

Tra i principali destinatari figura il trentacinquenne Salvatore Verga, detenuto nel carcere di Trani, dove gli investigatori hanno sequestrato tre telefoni cellulari e un manoscritto ritenuto dagli inquirenti un “libro mastro” contenente annotazioni relative alle estorsioni. Secondo l’accusa, Verga avrebbe continuato a coordinare dalla detenzione le attività del gruppo attraverso videochiamate e messaggi, impartendo indicazioni sia sulle richieste estorsive sia sulla gestione del traffico di droga.

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Le indagini, coordinate dal procuratore Maurizio de Lucia, con il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e i sostituti Giovanni Antoci, Felice De Benedittis, Andrea Fusco e, per il filone sugli stupefacenti, Daniele Di Maggio, hanno ricostruito una serie di intimidazioni avvenute negli ultimi mesi tra Tommaso Natale, Sferracavallo, Mondello e Isola delle Femmine. Gli episodi contestati comprendono esplosioni di colpi di arma da fuoco con kalashnikov, incendi dolosi, messaggi intimidatori e altri atti rivolti a commercianti e imprenditori.

Il neo collaboratore di giustizia Alessio D’Agostino, arrestato il 20 marzo scorso, avrebbe inoltre fornito dichiarazioni sul ruolo attribuito a Salvatore Verga, indicato come figura di rilievo all’interno dell’organizzazione.

Tra i destinatari del primo provvedimento figurano anche Salvatore Ariolo, Gioacchino Buzzotta, Gian Mattia Celestino, Massimiliano Clemente, Andrea Perugia, Rosario Piazza, Giuseppe Pirrotta, Baldassarre Rizzuto, Manuel Salamone e Matteo Salamone, ritenuti, a vario titolo, coinvolti nelle attività estorsive come organizzatori, esecutori o incaricati della riscossione del pizzo.

Secondo la Procura, il documento sequestrato a Verga riporterebbe riferimenti a numerose attività commerciali già interessate da intimidazioni, tra cui la Pizzeria Ulisse, i ristoranti Delfino, Temptation, Frontemare, Brigantino e Grecale, il parcheggio Natoli e l’autonoleggio Sicily by Car. Le modalità operative contestate comprendono anche incendi, ordigni rudimentali, messaggi intimidatori e il rinvenimento di una testa di capretto davanti a un’attività commerciale.

Un secondo filone investigativo riguarda invece un presunto gruppo dedito allo spaccio di marijuana, hashish, cocaina e crack nell’area di Tommaso Natale. Oltre a Salvatore Verga, risultano destinatari del fermo Paolo Albamonte, Maria Claudino, Stefano Claudino, Salvatore D’Arpa, Emanuele Donesi, Giuseppe Faija, Marco Ferrante, Aldo Tenerelli, Gaetano Verga e Khemais Lausgi.


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