Politica

Meloni a Palermo: «Più controlli e possibile impiego dell’Esercito»

Giorgia Meloni

Nel corso della visita istituzionale a Palermo, coincisa con l’operazione che ha portato all’arresto di 21 persone da parte della Procura e dei Carabinieri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito l’impegno del Governo nel contrasto alla criminalità organizzata. Intervenendo al museo che ospita da ieri la Fiat Croma sulla quale viaggiavano Giovanni Falcone e Francesca Morvillo il 23 maggio 1992, la premier ha dichiarato: «Chi pensa di riportare questa città indietro, di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà uno Stato determinato che agisce e colpisce. Garantiremo il massimo sostegno alle vittime del racket».

In precedenza, durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, Meloni ha proposto un piano straordinario di presidio dei quartieri maggiormente esposti ai fenomeni criminali, ipotizzando anche il coinvolgimento dell’Esercito in attività congiunte con le forze di polizia.

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Accompagnata dai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e dal sottosegretario Giampiero Cannella, la presidente del Consiglio ha richiamato la necessità di rafforzare gli strumenti legislativi contro la mafia. «Il testimone di Falcone e Borsellino è saldo nelle mani delle istituzioni», ha affermato, indicando tra gli obiettivi la tutela del regime del 41 bis, il sostegno ai testimoni di giustizia e misure per sottrarre i minori ai contesti mafiosi.

Nel corso della cerimonia, insieme a Maria Falcone, Meloni ha scoperto la vettura utilizzata dai magistrati nella strage di Capaci. «È una emozione tagliente», ha dichiarato. Maria Falcone ha ricordato il peso di «34 anni» trascorsi da quel giorno, mentre il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha sottolineato che «coltivare la memoria è un impegno per il futuro». Il sindaco Roberto Lagalla ha definito Palermo «la capitale dell’impegno civile contro la mafia».

Alla manifestazione erano presenti anche l’ex calciatore Fabrizio Miccoli, invitato da Maria Falcone, e l’imprenditore Tommaso Dragotto. Rivolgendosi ai numerosi studenti intervenuti, Meloni ha concluso: «La memoria è custodire il fuoco, non adorare le ceneri». Al termine della visita, la premier è partita per Doha per partecipare ai funerali dell’ex emiro del Qatar, Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani.


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