Educatori e docenti, formazione residenziale a Testa di Monaco
A Capo d’Orlando circa cento educatori e docenti del Sistema Integrato 0–6 sono stati coinvolti in un percorso residenziale promosso dall’Ambito 27 dell’ITET Caruso, guidato dalla dirigente scolastica Vincenza Mione. La formazione, ospitata a Testa di Monaco – Natural Beach, è stata impostata attraverso un modello che riduce la centralità della lezione frontale e valorizza esperienze, ambienti, movimento e narrazione.
Tra le figure impegnate nel progetto la pedagogista Paola Daniela Virgilio, dottore di ricerca e Vice Presidente nazionale dell’ANPE – Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani, attiva nella formazione, nella ricerca educativa, nelle reti scolastiche e nella progettazione di percorsi dedicati alle competenze e all’innovazione metodologica.
Il modello laboratoriale proposto da Virgilio segue una sequenza che parte dalla progettazione del setting per arrivare all’attivazione dei processi, alla mobilitazione delle competenze e alla riflessività professionale. Attenzione, flessibilità, creatività, problem solving, capacità decisionale, autoregolazione, comunicazione e cooperazione vengono quindi sperimentate direttamente dai partecipanti e successivamente rilette in funzione della loro trasferibilità nei contesti educativi.
Particolare attenzione è dedicata allo stupore come elemento capace di interrompere le aspettative e orientare l’attenzione verso nuove informazioni. La sorpresa, tuttavia, non viene considerata automaticamente fonte di apprendimento: assume valore formativo quando conduce all’esplorazione, all’azione, alla ricerca di alternative, alla cooperazione e alla riflessione sull’esperienza.
Anche Testa di Monaco diventa parte integrante del percorso. Mare, spiaggia, terrazze e spazi aperti sono utilizzati come ambienti laboratoriali, mentre alcune attività serali ricorrono a luci soffuse, candele, lanterne, silenzio e narrazione. «Un luogo di formazione non è mai neutro. Quando spazio, metodo e obiettivi vengono progettati insieme, il luogo può diventare esso stesso un dispositivo pedagogico», sottolinea Virgilio.
Il programma comprende inoltre il contributo di Sabrina Provasoli, con attività di yoga e meditazione dedicate a consapevolezza corporea, respirazione, attenzione e autoregolazione. Martina Marangon affianca Virgilio nella dimensione laboratoriale, attraverso movimento, narrazione, attività sensoriali, cooperazione e utilizzo degli ambienti naturali.
«Le residenziali sono state frutto di una pianificazione di qualità e risultano molto apprezzate da educatori e docenti. Abbiamo voluto sviluppare una didattica realmente attiva e stiamo sperimentando, con Paola Daniela Virgilio, modelli replicabili che possono aprire prospettive interessanti per nuovi paradigmi pedagogici», afferma Vincenza Mione.
La sperimentazione punta alla trasferibilità di strumenti, processi e metodologie nei servizi educativi e nella scuola dell’infanzia, concentrando la formazione degli operatori sulla progettazione dei contesti, sull’attivazione delle competenze e sulla riflessione professionale.
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