Tornare a respirare grazie al laser, le nuove procedure al Policlinico
L’unità operativa di Chirurgia toracica del Policlinico Universitario G. Martino ha avviato l’impiego sistematico di trattamenti laser mininvasivi per il ripristino della pervietà delle vie aeree in pazienti affetti da patologie complesse. Le procedure sono rivolte in particolare a soggetti con stenosi della trachea, condizione che può insorgere in seguito a malattie oncologiche, eventi traumatici o processi cicatriziali legati a prolungate intubazioni o a tracheostomie.
Gli interventi vengono eseguiti mediante broncoscopia rigida o flessibile e prevedono, nei casi indicati, l’utilizzo del laser per la resezione dei tessuti ostruttivi. Successivamente può essere posizionato uno stent tracheo-bronchiale, una protesi cilindrica in silicone o metallo, autoespandibile e adattata all’anatomia del singolo paziente, con l’obiettivo di mantenere stabile l’apertura delle vie respiratorie e prevenire nuove occlusioni. Le attività sono condotte dal dott. Dario Familiari con il supporto del personale infermieristico del blocco operatorio.
L’approccio rientra nell’ambito della broncoscopia operativa avanzata e si avvale di sorgenti laser di ultima generazione, che consentono un’elevata precisione nella vaporizzazione o coagulazione dei tessuti patologici. In diversi casi, il recupero della funzione respiratoria permette ai pazienti oncologici di proseguire i percorsi di chemioterapia o radioterapia.
“I vantaggi per il paziente sono molteplici”, ha dichiarato il prof. Francesco Monaco, direttore della Chirurgia toracica. “La scelta dello stent è personalizzata e frutto di un lavoro multidisciplinare con il gruppo degli anestesisti coordinato dal dott. Massimiliano Giardina, afferente alla Rianimazione diretta dal prof. Alberto Noto. Le procedure sono endoscopiche, senza incisioni, con ridotto rischio di sanguinamento e benefici clinici già nelle ore successive”.
Nel corso del 2025 sono state effettuate venti procedure, un dato considerato rilevante nel panorama regionale. Le tecniche si inseriscono in un programma di potenziamento che prevede, nel 2026, il consolidamento della chirurgia toracica mininvasiva e l’introduzione di nuove tecnologie.
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