Politica

Sant’Agata, Italia Viva: “Pazienti costretti a lunghi spostamenti”

Dafne Musolino

Secondo Italia Viva, la progressiva riduzione dei servizi sanitari in Sicilia non avverrebbe più attraverso provvedimenti formali, ma tramite l’assenza di interventi e di programmazione. A sostenerlo sono il vicepresidente del partito Davide Faraone e la senatrice Dafne Musolino, che attribuiscono al governo nazionale guidato da Giorgia Meloni e alla presidenza della Regione Siciliana di Renato Schifani la responsabilità di un processo definito di fatto come uno smantellamento del Servizio sanitario nazionale nell’Isola.

Nel mirino degli esponenti di Iv finisce l’Unità operativa di Talassemia e Microcitemia dell’ospedale di Sant’Agata di Militello. La struttura, spiegano, rischia la chiusura a partire dal primo gennaio, data in cui l’ultimo medico in servizio andrà in pensione. Una circostanza, sottolineano, nota da tempo e mai affrontata con misure concrete. “Non è un’emergenza improvvisa, ma il risultato di una mancata programmazione”, affermano.

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Davide Faraone

Il centro, secondo i dati forniti, assicura annualmente circa 1.500 sacche di emazie a circa 150 pazienti, tra persone affette da talassemia, soggetti sottoposti a terapia ferrochelante e pazienti con emopatie croniche o acute. In assenza della struttura, evidenziano Faraone e Musolino, non esisterebbero al momento soluzioni alternative sul territorio. “L’unica prospettiva è quella di spostamenti lunghi e frequenti, anche ogni due settimane”, dichiarano.

Una condizione che, a loro giudizio, comporterebbe un peggioramento significativo della qualità della vita dei pazienti e un incremento del rischio clinico. “Non si tratta di una riorganizzazione dei servizi, ma di un’interruzione di cure salvavita”, concludono, attribuendo la situazione esclusivamente all’assenza di una pianificazione da parte della Regione Siciliana e del governo.


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