Erasmus Return, Antoci: «La mobilità non sia un viaggio di sola andata»
Contrastare la perdita di competenze nei territori maggiormente interessati dalla fuga dei giovani attraverso un nuovo strumento europeo dedicato al rientro. È l’obiettivo della proposta avanzata dall’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci, che ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per valutare l’introduzione di un progetto pilota denominato “Erasmus Return”.
L’iniziativa punta a favorire il ritorno nei territori d’origine dei giovani che hanno acquisito formazione, competenze ed esperienze professionali grazie alla mobilità europea, con particolare attenzione al Mezzogiorno e alla Sicilia.
«La mobilità europea non deve diventare un biglietto di sola andata», afferma Antoci. «L’Europa ha costruito una grande opportunità per permettere ai nostri giovani di studiare, formarsi e lavorare oltre i confini nazionali. Ora dobbiamo fare in modo che quelle esperienze possano tornare a beneficio delle comunità da cui quei giovani sono partiti».
L’interrogazione invita la Commissione a valutare l’inserimento dello strumento nel futuro programma Erasmus+ 2028-2034, anche con l’obiettivo di contrastare la cosiddetta “talent development trap”, che interessa le regioni più vulnerabili sotto il profilo demografico e occupazionale.
Antoci propone inoltre un possibile collegamento dell’Erasmus Return con il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e con la politica di coesione, attraverso percorsi territoriali che integrino mobilità, ritorno e reinserimento professionale.
«La Sicilia e il Mezzogiorno non possono essere soltanto luoghi da cui partire. Devono essere anche luoghi in cui sia possibile tornare e costruire il proprio futuro», conclude l’europarlamentare.
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