Domiciliari per Silvana Saguto in attesa della nuova udienza
Silvana Saguto, ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, ha lasciato il carcere romano di Rebibbia dopo la concessione temporanea degli arresti domiciliari. Il provvedimento arriva nell’ambito dell’iter avviato dal suo legale, Ninni Reina, dopo il rigetto della richiesta da parte del Tribunale di Sorveglianza di Roma.
La difesa si era rivolta alla Cassazione, che ha annullato con rinvio la precedente decisione, disponendo un nuovo esame della posizione dell’ex magistrata. L’udienza dovrebbe essere fissata davanti al Tribunale di Sorveglianza di Palermo.
Saguto, radiata dalla magistratura, era stata arrestata dalla Guardia di finanza il 20 ottobre 2023 mentre si trovava ricoverata da tre settimane alla clinica Margherita di Palermo. Nel luglio 2025 è diventata definitiva la condanna a sette anni e undici mesi, dopo che la Cassazione, nell’ottobre 2023, aveva rinviato gli atti alla Corte d’Appello di Caltanissetta per la rideterminazione delle pene.
Secondo la Procura di Caltanissetta, Saguto avrebbe gestito in maniera clientelare beni sequestrati e confiscati alla mafia, attraverso un sistema composto da familiari e persone di fiducia, definito «cerchio magico». In cambio avrebbe ottenuto favori, assunzioni, regali e denaro.
Tra i collaboratori figurava Gaetano Cappellano Seminara. La Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso dei suoi legali, annullando la sanzione civile di 98.906 euro destinata al ministero della Giustizia, mentre resta confermata la confisca di beni per 467 mila euro. Dichiarati inammissibili, invece, i ricorsi del commercialista Roberto Nicola Santangelo e dell’esponente della Dia Rosolino Nasca.
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