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Autovelox, nuove regole: spenti 850 dispositivi non omologati

Matteo Salvini

Con l’entrata in vigore del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, viene introdotta una disciplina nazionale sulle modalità di omologazione, taratura e verifica del corretto funzionamento degli autovelox destinati al controllo dei limiti di velocità. Il provvedimento, atteso da oltre tre decenni, definisce criteri uniformi validi su tutto il territorio italiano per l’impiego dei dispositivi di rilevazione.

L’applicazione immediata delle nuove disposizioni comporta la sospensione di numerosi apparecchi privi dell’omologazione richiesta. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sono 850 gli autovelox che dovranno completare la procedura di omologazione prima di poter essere nuovamente utilizzati, mentre 3.150 dispositivi risultano già conformi ai requisiti previsti e possono continuare a operare regolarmente.

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Il ministro Matteo Salvini, che aveva annunciato la firma del decreto nelle scorse settimane, ha dichiarato: «Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale».

Il nuovo quadro normativo interviene dopo anni di incertezze sull’utilizzo degli strumenti di rilevazione della velocità e sulla validità degli accertamenti effettuati. Diverse pronunce della magistratura avevano infatti distinto la semplice approvazione tecnica dall’omologazione ministeriale, ritenuta necessaria per garantire la piena regolarità dei dispositivi. Tale orientamento ha favorito la presentazione di numerosi ricorsi da parte degli automobilisti contro le sanzioni elevate mediante apparecchi privi della prescritta omologazione.


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