Assistenza sanitaria, Sicilia ancora tra le ultime in Italia
La Sicilia continua a registrare risultati inferiori agli standard nazionali nell’ambito dell’assistenza sanitaria. Secondo il monitoraggio del Ministero della Salute relativo ai dati del 2024, la regione non raggiunge la soglia di sufficienza nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), confermandosi tra i territori con le maggiori criticità, in particolare nel settore della prevenzione.
Nel Nuovo Sistema di Garanzia, la Sicilia ottiene infatti 49 punti nell’area della prevenzione, al di sotto del limite fissato a 60. Pur conseguendo un punteggio sufficiente nelle aree ospedaliera e distrettuale, resta tra le ultime posizioni della graduatoria nazionale. Nel 2024 soltanto Sicilia, Calabria e Provincia autonoma di Bolzano non raggiungono la sufficienza in almeno una delle tre macro-aree: Sicilia e Bolzano nella prevenzione, Calabria nell’assistenza distrettuale.
Tra i servizi garantiti rientrano comunque le prestazioni di Procreazione medicalmente assistita (Pma), assicurate dalla Regione attraverso centri specializzati. Permangono tuttavia difficoltà legate alla disomogeneità dell’offerta sanitaria, alle liste d’attesa e alla carenza di personale nelle strutture ospedaliere.
Nel frattempo la Uil Funzione pubblica di Messina ha trasmesso una nota all’assessorato regionale della Salute per segnalare la persistente insufficienza di operatori socio-sanitari in diversi ospedali della provincia.
Secondo il sindacato, gli attuali organici e i criteri fissati dalla programmazione regionale non rispondono più alle esigenze dell’assistenza contemporanea. «Negli ultimi anni – dichiarano Salvatore Sampino e Livio Andronico, rispettivamente segretario generale regionale e segretario generale territoriale della Uil Funzione pubblica – la medicina ha conosciuto un’evoluzione significativa sotto il profilo tecnologico, organizzativo e assistenziale. Sono aumentate la complessità delle cure, l’intensità assistenziale, l’utilizzo di nuove tecnologie e la presa in carico di pazienti sempre più complessi. È quindi evidente che l’attuale rete ospedaliera regionale e i decreti assessoriali che disciplinano il fabbisogno di personale necessitano di una profonda revisione per essere realmente aderenti ai bisogni della sanità di oggi».
La Uil Funzione pubblica sottolinea inoltre che «la carenza di Oss produca inevitabili ripercussioni sull’organizzazione dei servizi, incidendo sulla qualità dell’assistenza».
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