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Svincolo Gioiosa Marea, nuovo passo verso il collegamento autostradale

di Maria Cristina Miragliotta. L’avvio dell’iter per l’inserimento nel Piano triennale delle opere pubbliche del nuovo svincolo autostradale di Gioiosa Marea rappresenta il primo passaggio amministrativo verso un’infrastruttura richiesta dal territorio da molti anni. A spiegare il significato dell’iniziativa è stato il presidente del Consorzio per le Autostrade Siciliane, Filippo Nasca, che ha evidenziato come il provvedimento risponda a un’esigenza manifestata a lungo dalla comunità locale.

Secondo Nasca, la posizione geografica di Gioiosa Marea e le frequenti criticità che interessano la Strada Statale 113, dovute sia a eventi franosi sia alla necessità di interventi di ammodernamento, rendono necessario migliorare l’accessibilità dell’area. “L’autostrada ha ormai oltre cinquant’anni di vita e deve adeguarsi a nuove esigenze di mobilità e qualità dei servizi”, ha dichiarato, ricordando che analoghi interventi sono già stati realizzati, come il nuovo svincolo di Monforte, e che ulteriori opere sono previste lungo le autostrade A20 e A18.

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Filippo Nasca

Il presidente del CAS ha spiegato che i tecnici stanno approfondendo gli aspetti progettuali dell’opera, la cui realizzazione sarebbe prevista nello spazio compreso tra le gallerie Petraro e Calavà. “Le normative attuali impongono requisiti tecnici e di sicurezza molto più rigorosi rispetto al passato”, ha precisato, aggiungendo che il percorso sarà sviluppato in collaborazione con la comunità locale e con i suoi rappresentanti istituzionali.

Sul fronte della sicurezza, Nasca ha ricordato che negli ultimi due anni il CAS ha registrato una riduzione di quasi il 50% degli incidenti mortali lungo la rete autostradale, pur sottolineando la necessità di proseguire negli interventi di miglioramento.

Riguardo alle risorse economiche, il presidente ha affermato che la disponibilità dei finanziamenti dipende dalla qualità della progettazione e dalla capacità delle amministrazioni di rispettare tempi e procedure, evidenziando come, dopo le opportunità offerte dal PNRR, possano arrivare nuovi strumenti di finanziamento nazionali ed europei. Infine ha ribadito che uno svincolo non deve essere valutato esclusivamente sotto il profilo economico, ma anche per il suo valore sociale, favorendo mobilità, attività produttive e contrastando fenomeni come spopolamento e declino demografico.


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