Investimenti in diagnostica e radioterapia negli ospedali siciliani
La Regione Siciliana ha raggiunto gli obiettivi fissati per l’ammodernamento delle grandi apparecchiature sanitarie, con un investimento complessivo di circa 115 milioni di euro destinato all’acquisto di 301 nuovi dispositivi, quasi interamente già operativi. L’intervento rientra nel programma di aggiornamento tecnologico e digitale degli ospedali, coordinato dal Dipartimento della pianificazione strategica guidato da Salvatore Iacolino, nell’ambito della missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che assegna all’Isola risorse per circa 800 milioni di euro.
Le forniture riguardano principalmente strumenti destinati alla diagnostica e alla cura in ambito radiologico e oncologico, tra cui Pet, Tac, acceleratori lineari per radioterapia, mammografi e tomografi. Sono stati inoltre acquisiti angiografi ed ecotomografi di ultima generazione, destinati sia agli ospedali dotati di Dipartimenti di emergenza di primo e secondo livello sia alle strutture sanitarie territoriali. Tra gli interventi più rilevanti figurano gli investimenti per gli acceleratori lineari dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa e del presidio Maddalena Raimondi di San Cataldo, rispettivamente pari a 4 e 2,5 milioni di euro, oltre ai 2,2 milioni destinati alla risonanza magnetica dell’ospedale Ingrassia di Palermo.
Il traguardo supera il target minimo di 259 apparecchiature indicato dal ministero della Salute. Secondo l’assessorato regionale alla Salute, il numero delle dotazioni è destinato ad aumentare grazie a ulteriori finanziamenti, pari a 97 milioni di euro, provenienti dal Programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale. Le risorse saranno ripartite tra investimenti ospedalieri per 52 milioni e interventi per la medicina territoriale per 45 milioni, con l’avvio delle procedure previsto dal prossimo mese.
Parallelamente proseguono le verifiche presso le aziende sanitarie provinciali per monitorare l’assegnazione di personale e attrezzature nelle nuove strutture territoriali. Particolare attenzione è rivolta agli Ospedali di comunità, il cui percorso di attivazione registra ritardi rispetto ai 39 presidi programmati in Sicilia entro il 30 giugno 2026. Più avanzato risulta invece lo stato di realizzazione delle Case di comunità, con ulteriori sopralluoghi effettuati nei giorni scorsi nelle sedi di Piazza Armerina e Riesi.
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