Hantavirus, circolare del Ministero dopo il focolaio sulla Hondius
Il Ministero della Salute ha trasmesso alle Regioni una circolare contenente aggiornamenti e indicazioni operative in seguito al focolaio di hantavirus registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius, partita da Tenerife e diretta nei Paesi Bassi. Nel documento viene stabilito che la priorità nell’esecuzione dei test deve essere riservata ai soggetti sintomatici, in particolare ai pazienti con manifestazioni cliniche compatibili con la sindrome cardiopolmonare da hantavirus.
La circolare specifica che, in attesa della definizione di una rete regionale di laboratori di riferimento, le Aziende sanitarie territorialmente competenti dovranno attivare le procedure necessarie per l’esecuzione dei test diagnostici. Tra le metodologie raccomandate figura la PCR, ritenuta più efficace nelle prime fasi della malattia grazie alla capacità di individuare la presenza del virus nel sangue. Diversamente, i test sierologici tendono a risultare positivi soltanto dopo la comparsa dei sintomi, mentre eventuali esami effettuati durante il periodo di incubazione potrebbero produrre esiti negativi non attendibili.
Per i contatti considerati ad alto rischio tra i passeggeri della Hondius è prevista una quarantena fiduciaria della durata di sei settimane, accompagnata da sorveglianza sanitaria quotidiana e isolamento immediato in caso di comparsa di sintomi compatibili con l’infezione.
Il Ministero richiama inoltre l’attenzione sul ruolo degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), incaricati di monitorare eventuali eventi sanitari riconducibili alla trasmissione dell’hantavirus su mezzi navali e aerei. La circolare firmata dal ministro della Salute Orazio Schillaci invita gli operatori ad attivare tempestivamente le procedure di coordinamento nazionale e internazionale e ad adottare misure di protezione individuale, tra cui mascherine FFP2, guanti, camici e protezioni oculari. Alle compagnie aeree viene inoltre richiesto di segnalare rapidamente agli Usmaf eventuali casi sospetti rilevati a bordo degli aeromobili.
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