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Beniamino Joppolo, il cinema racconta gli anni della formazione

Nel 120° anniversario della nascita di Beniamino Joppolo, Patti torna a dedicare attenzione alla figura dell’intellettuale nato nel 1906, protagonista della cultura italiana del Novecento come poeta, narratore, drammaturgo e pittore. Un percorso artistico sviluppato tra letteratura, teatro e arti figurative, segnato anche dal rapporto con Lucio Fontana, dall’esperienza dello Spazialismo e dall’elaborazione dell’abumanesimo.

Agli anni precedenti la maturità artistica è dedicato Il Giovane Beniamino, cortometraggio di circa trenta minuti scritto e diretto dall’autore e regista pattese Giuseppe Pizzardi. Girato tra Patti e Sinagra, il film concentra il racconto sull’adolescenza di Joppolo e, in particolare, sull’ultima estate trascorsa dal giovane in Sicilia prima della partenza.

La narrazione segue Beniamino in una fase di formazione segnata dal primo amore, dalle amicizie, dal rapporto con gli adulti, dalla religione e dall’incontro con la morte. Tra le figure centrali compare padre Paolo, sacerdote che diventa interlocutore e riferimento del ragazzo di fronte agli interrogativi che accompagnano il passaggio verso l’età adulta. Il cortometraggio evita così una ricostruzione biografica complessiva, concentrandosi sul periodo nel quale iniziano a delinearsi sensibilità e inquietudini del futuro artista.

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Beniamino Joppolo

Anche Patti e Sinagra assumono un ruolo centrale nella rappresentazione, diventando parte della memoria legata alla formazione di Joppolo. La prima proiezione si è svolta nel dicembre 2025 a Palazzo Salleo, a Sinagra. Il 12 aprile 2026 il film è stato successivamente presentato durante l’inaugurazione del Cineteatro Comunale Beniamino Joppolo di Patti, riaperto dopo gli interventi di riqualificazione.

Il ruolo del giovane protagonista è affidato a Ettore Munaò, mentre Aurora Mazziotti interpreta Rosina. Pizzardi, oltre a firmare soggetto e regia, veste i panni di padre Paolo. Nel cast figurano inoltre Francesco Mastrolembo, Leonardo Chiofalo e Angelo Faraci, quest’ultimo nel ruolo di Salvatore Quasimodo. Alla realizzazione ha partecipato Tinuccio Cacciolo Molica come operatore di macchina e montatore, collaborando inoltre con Pizzardi alla regia.

Nel corso del 2026 Il Giovane Beniamino è stato inserito anche nella programmazione della Notte per la Cultura, dedicata a Joppolo e all’abumanesimo. L’iniziativa si colloca nel programma di riscoperta dell’autore promosso nella città natale in occasione dell’anniversario.

Beniamino Joppolo

Il cortometraggio sceglie dunque di ricostruire non la fase della piena affermazione intellettuale, ma gli anni nei quali iniziano a formarsi esperienze, relazioni e interrogativi destinati ad accompagnare Joppolo nel successivo percorso artistico e culturale.

Beniamino Joppolo

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