Violenza sessuale, assoluzione piena per padre Claudio Marino
Si è concluso con una sentenza di assoluzione il procedimento a carico di padre Claudio Marino, sacerdote rogazionista di 49 anni, imputato per violenza sessuale. Il Tribunale di Messina ha disposto l’assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”, escludendo la sussistenza delle condotte contestate. Il processo riguardava fatti risalenti all’estate del 2022 e si era aperto nel 2024 in relazione a presunti episodi avvenuti all’interno dell’Istituto antoniano “Cristo Re” di Messina.
Nel corso del dibattimento, il collegio giudicante ha esaminato il materiale probatorio acquisito, ritenendo non dimostrata la tesi accusatoria. La decisione ha posto fine a una vicenda che, parallelamente al percorso giudiziario, aveva avuto ampia risonanza pubblica, soprattutto sui social network, dove il caso era stato oggetto di valutazioni e prese di posizione estranee al contraddittorio processuale.
All’esito della sentenza, padre Claudio Marino ha affidato a un messaggio pubblico il proprio commento: «Non posso raccontare quello che sento in queste ore è come ricominciare a vivere. È troppa la gioia che sento dopo otto mesi agli arresti domiciliari per l’accusa di un vile gesto mai compiuto né mai pensato lontanamente. Io benedico tutti e perdono tutti, anche chi mi ha accusato».
Sulla vicenda è intervenuto anche Saverio Todaro, legato al sacerdote da un rapporto di affido e di convivenza familiare, che ha dichiarato: «Oggi mio padre, Claudio Marino, è stato assolto. Assolto da un Tribunale. Questa non è solo una sentenza. È la restituzione pubblica della dignità di un uomo».
La conclusione del processo ha determinato la cessazione di ogni misura cautelare e la piena definizione giudiziaria del caso. La sentenza del Tribunale di Messina ha stabilito l’assenza dei fatti contestati, chiudendo formalmente il procedimento penale a carico del sacerdote.
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