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Emergenza caldo a Messina: crescono i Tso, ricoveri fuori provincia

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L’emergenza legata alle elevate temperature continua a incidere sull’organizzazione dei servizi comunali a Messina. Anche nella giornata odierna il sindaco Federico Basile ha disposto, con apposita ordinanza, la sospensione in via precauzionale delle attività del centro estivo ospitato a Villa Dante, frequentato da circa 400 partecipanti, tra cui 120 persone con disabilità. Rimane invece aperto il centro anziani della stessa struttura, dotato di ambienti climatizzati, distributori di acqua potabile, bevande e spazi dedicati alla socializzazione.

L’assessora ai Servizi sociali Alessandra Calafiore coordina le iniziative predisposte per fronteggiare l’ondata di calore, attraverso una rete composta dagli operatori comunali e dai volontari della Croce Rossa, della Comunità di Sant’Egidio, dell’Ordine Francescano e di altre associazioni impegnate nell’assistenza.

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Senzatetto - Poveri - Senza fissa dimora

Particolare attenzione è riservata alle persone senza dimora. «Dall’ultimo monitoraggio effettuato risultano 23 persone. Di ciascuna conosciamo identità, nazionalità e i luoghi abitualmente frequentati», ha dichiarato Calafiore. A queste vengono distribuite bottiglie d’acqua e viene offerta accoglienza nei centri climatizzati “Mai più ultimi”, operativo durante il giorno, e “Fratelli tutti”, aperto senza interruzioni.

L’assessora ha inoltre ricordato la collaborazione con l’Asp, impegnata nella diffusione di materiale informativo dedicato alla prevenzione dei rischi provocati dal caldo, rivolto soprattutto agli over 75 e ai pazienti affetti da patologie croniche.

Tra gli effetti registrati in questi giorni figura anche un incremento dei provvedimenti sanitari obbligatori in ambito psichiatrico. «Negli ultimi giorni abbiamo registrato quindici Tso. La media è normalmente di uno o due al giorno. È evidente che il caldo ha un effetto negativo», ha spiegato Calafiore.

All’aumento dei casi si aggiunge la carenza di posti letto disponibili negli ospedali cittadini. Per questo motivo molti pazienti sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio vengono trasferiti, con l’accompagnamento della Polizia municipale, in strutture sanitarie di altre province, determinando un maggiore impiego di personale e risorse e l’allontanamento temporaneo dai propri familiari.


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