Isole minori, mobilitazione contro l’aumento del 18% delle tariffe
Cresce la mobilitazione nelle isole minori siciliane contro l’aumento del 18% delle tariffe dei collegamenti marittimi in convenzione statale. A sei giorni dall’entrata in vigore dei nuovi prezzi, 75 organizzazioni di Eolie, Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria hanno sottoscritto un appello rivolto alla Presidenza della Repubblica, ai Ministeri competenti, alla Regione siciliana e all’Autorità di regolazione dei trasporti. Coinvolte anche la IV Commissione dell’Ars e le amministrazioni comunali interessate.
La mobilitazione riunisce categorie produttive, comitati civici, Pro Loco, enti del Terzo Settore e club di servizio. Secondo i firmatari, sulle tratte statali Siremar-Sns l’ultimo incremento porta all’84% il totale dei rincari registrati dal 2022.
«I collegamenti marittimi rappresentano un’infrastruttura essenziale per salute, studio, lavoro e mobilità», evidenziano le organizzazioni, sottolineando gli effetti degli aumenti anche sui costi di merci, carburanti e beni di prima necessità.
Nel documento viene richiamata la necessità di rendere effettive le norme sulla continuità territoriale previste dalla Costituzione, dai trattati europei e dal Disegno di legge sulle isole minori. Le parti sociali chiedono inoltre alla Regione di intervenire nella propria funzione di autorità vigilante sulla convenzione.
«La Regione possiede già tutte le prerogative giuridiche per sospendere e sterilizzare gli aumenti con risorse proprie», sostengono i firmatari.
Tra le richieste figurano il blocco dei rincari, il ripristino delle corse statali soppresse dal 2022, garanzie tariffarie pluriennali, la tutela delle linee nell’eventuale accorpamento dei servizi statali e regionali, il recupero delle miglia non effettuate e la riduzione dei costi di trasporto delle merci. Sollecitata anche l’istituzione di un tavolo tecnico-politico permanente presso l’Assessorato regionale alle Infrastrutture.
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