Emergenza traumi, dal Cutroni Zodda al Fogliani per le cure specialistiche
Il trasferimento di un paziente politraumatizzato dal Pronto soccorso dell’ospedale “Cutroni Zodda” di Barcellona Pozzo di Gotto al “Fogliani” di Milazzo ha riportato l’attenzione sulle difficoltà organizzative della rete dell’emergenza sanitaria nel comprensorio. Il paziente, giunto in ambulanza del 118, è stato successivamente inviato nell’altro presidio per completare gli accertamenti diagnostici e ricevere l’assistenza specialistica necessaria.
Secondo quanto segnalato dalle organizzazioni sindacali, episodi di questo tipo non rappresenterebbero casi isolati. In presenza di fratture o traumi complessi, infatti, il presidio di Barcellona incontra frequentemente difficoltà nel garantire l’intero percorso assistenziale, con il conseguente trasferimento dei pazienti verso l’ospedale di Milazzo. Una situazione che si ripercuote anche sul reparto di Ortopedia del “Fogliani”, chiamato a gestire un volume di attività particolarmente elevato, soprattutto durante il periodo estivo, quando gli accessi aumentano sensibilmente.
L’episodio riporta inoltre al centro del dibattito il tema dell’organizzazione dei servizi di emergenza-urgenza. Il trasferimento di pazienti con lesioni rilevanti tra strutture ospedaliere evidenzia criticità legate alla distribuzione delle professionalità e alla disponibilità continuativa di alcuni servizi diagnostici. Tra le problematiche più volte evidenziate dagli operatori sanitari figura la copertura dei turni notturni da parte dei medici radiologi, elemento che può influire sui tempi necessari per la diagnosi e rendere indispensabile il ricorso ad altri ospedali.
Nel contesto della riorganizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale, un ruolo potrà essere svolto dalla futura Casa di comunità di Milazzo, prevista nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La struttura offrirà servizi di medicina territoriale, assistenza infermieristica, gestione delle patologie croniche, visite specialistiche e diagnostica di primo livello, con l’obiettivo di ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorso e consentire agli ospedali di concentrare risorse e personale sui casi di maggiore complessità.
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