CNA Sicilia critica la proroga selettiva sulle polizze catastrofali
La CNA Sicilia ha espresso una netta contrarietà alla scelta del Governo di limitare la proroga dell’obbligo di stipula delle polizze contro i rischi catastrofali a un numero ristretto di comparti produttivi. La misura, inserita nel Decreto Milleproroghe pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede lo slittamento al 31 marzo 2026 esclusivamente per pesca e acquacoltura, somministrazione di alimenti e bevande e strutture turistico-ricettive.
Secondo l’organizzazione, la decisione determina una marcata disparità di trattamento nei confronti delle altre micro e piccole imprese siciliane, che restano vincolate alla scadenza del 31 dicembre 2025. Artigiani, commercianti, operatori dei servizi e professionisti si trovano così ad affrontare l’obbligo assicurativo in un contesto caratterizzato da incertezza normativa e difficoltà di accesso a prodotti assicurativi non ancora pienamente definiti.
«La decisione è iniqua e del tutto incomprensibile», ha dichiarato il presidente di CNA Sicilia, Filippo Scivoli, sottolineando come risulti difficile giustificare una proroga selettiva in territori spesso esposti a rischio idrogeologico. «Si rischia di creare imprese di serie A e di serie B, in contrasto con i principi di equità», ha aggiunto, chiedendo l’estensione immediata della proroga a tutti i settori.
La posizione regionale si inserisce nel solco di quella della Confederazione nazionale, che ha giudicato inaccettabile un trattamento differenziato, richiamando i ritardi dell’Ivass nella definizione del contratto tipo e nell’attivazione del portale comparativo. Il segretario regionale Piero Giglione ha evidenziato come, anche per i settori già prorogati, la scadenza di marzo possa risultare insufficiente senza strumenti operativi adeguati. «Le imprese hanno bisogno di chiarezza e condizioni sostenibili», ha affermato, ribadendo il ruolo di supporto dell’associazione.
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