Politica

Assunzioni e full time, all’Ars il confronto su 19 mila lavoratori

ARS Assemblea Regionale Siciliana

Due distinti fronti occupazionali, che coinvolgono complessivamente circa 19 mila lavoratori, sono al centro del confronto politico in Sicilia in vista dei prossimi provvedimenti finanziari regionali. Da una parte vi sono circa 4 mila addetti impiegati nei servizi esternalizzati di Asp e aziende ospedaliere che chiedono l’internalizzazione; dall’altra i circa 15 mila ex precari degli enti locali, già stabilizzati con contratti part time, che sollecitano il passaggio al tempo pieno. Entrambe le richieste stanno raccogliendo consensi trasversali tra le forze politiche presenti all’Ars.

Per il personale sanitario esternalizzato il dibattito riguarda l’applicazione della procedura di internalizzazione prevista dalla normativa nazionale. Gli operatori, impiegati nei servizi di assistenza ai pazienti e nelle attività di supporto come la pulizia dei reparti, potrebbero essere assorbiti direttamente dalle aziende sanitarie. L’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, ha avviato nelle scorse settimane una ricognizione chiedendo alle Asp e agli ospedali di valutare questa possibilità.

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La proposta ha ricevuto il sostegno di Fials Sicilia e Uiltucs, oltre all’appoggio della Lega e di Noi Moderati. Salvo Geraci ha dichiarato: «Ci sono tutte le condizioni per dare attuazione alle previsioni normative che prevedono, entro il 2026, un percorso per l’assunzione». Marianna Caronia ha aggiunto: «L’obiettivo è trasformare l’attuale servizio di ausiliariato in un servizio socio-sanitario maggiormente strutturato».

Caruso ha tuttavia evidenziato le difficoltà emerse dalle risposte dei direttori generali delle aziende sanitarie: «Molti manager hanno risposto di non avere interesse o di non poter procedere alla internalizzazione. Mancano soprattutto i posti in pianta organica». Secondo l’assessore, l’eventuale percorso potrebbe avvenire esclusivamente attraverso una riserva di posti nei concorsi pubblici.

Parallelamente prosegue la mobilitazione degli ex contrattisti dei Comuni. Il Csa Regioni Autonomie Locali ha promosso un incontro a Palazzo Reale con amministratori locali e rappresentanti istituzionali per chiedere l’incremento dell’orario di lavoro dagli attuali 18 o 24 fino a 36 ore settimanali. Massimo Bontempo ha ricordato che molti lavoratori percepiscono retribuzioni di circa 700 euro mensili e che una parte consistente della platea si avvicina al pensionamento. La richiesta è sostenuta anche dall’Anci. L’assessore agli Enti Locali, Elisa Ingala, ha confermato di aver avviato una ricognizione presso i Comuni per quantificare fabbisogni e costi, con l’obiettivo di presentare un emendamento alla manovra autunnale o alla prossima legge finanziaria.


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