Maxi sequestro, resort e conti esteri riconducibili a Messina Denaro
Un’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo e condotta dalla Guardia di Finanza ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di tre persone e al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 200 milioni di euro riconducibili al patrimonio di Matteo Messina Denaro.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha espresso “plauso alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo e alla Guardia di Finanza per la straordinaria operazione”, definendola “un risultato di grande rilievo nel contrasto alla criminalità organizzata e ai suoi interessi economici”.
L’attività investigativa, sviluppata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, si è estesa in diversi Paesi europei ed extraeuropei, tra cui Andorra, Gibilterra, Svizzera, Libano, Lussemburgo, Principato di Monaco e Spagna. In particolare, le operazioni hanno interessato le località spagnole di Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banùs.
Nel corso delle perquisizioni effettuate anche a Campobello di Mazara e in Spagna, sono stati impiegati oltre 150 finanzieri, con il supporto di mezzi aerei, droni, termo scanner e specialisti informatici incaricati di individuare wallet digitali e criptovalute.
Le indagini hanno preso avvio da una segnalazione proveniente dalle autorità di Andorra relativa a una donna originaria di Campobello di Mazara con consistenti disponibilità economiche. Gli approfondimenti investigativi avrebbero consentito di collegare tali fondi a proventi derivanti dal narcotraffico, sviluppato sotto l’influenza di Cosa Nostra trapanese sin dagli anni Ottanta.
Secondo gli investigatori, parte dei flussi finanziari sarebbe stata destinata al mandamento di Castelvetrano e a Matteo Messina Denaro. Gli accertamenti hanno consentito di individuare società estere, rapporti bancari, quote societarie, investimenti in oro e 22 immobili di lusso situati sulla Costa del Sol. L’intero patrimonio è stato sottoposto a sequestro dall’autorità giudiziaria palermitana.
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