Pfizer Catania, confermati 330 esuberi e chiusura del reparto penicilline
La multinazionale esclude nuovi investimenti per il riassorbimento dei lavoratori. I sindacati chiedono il ritiro dei licenziamenti e un piano industriale alternativo.
La vertenza dello stabilimento Pfizer di Catania registra un nuovo passaggio negativo dopo il confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’azienda farmaceutica ha ribadito la decisione di chiudere definitivamente il reparto dedicato alla produzione di penicilline, confermando l’avvio della procedura di licenziamento collettivo che interessa circa 330 dipendenti sui 550 complessivamente occupati nel sito produttivo.
Nel corso dell’incontro, la multinazionale ha escluso la possibilità di realizzare nuovi investimenti industriali destinati a ricollocare il personale coinvolto negli esuberi. Gli interventi previsti riguarderanno esclusivamente la manutenzione degli impianti e la digitalizzazione della linea sterile, senza ulteriori programmi di sviluppo finalizzati al mantenimento degli attuali livelli occupazionali.
Una posizione contestata dalle organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, che hanno espresso apprezzamento per l’atteggiamento assunto dal Ministero durante il confronto.
In una nota congiunta, le segreterie nazionali hanno sottolineato la contrarietà del Mimit a una gestione degli esuberi limitata ai licenziamenti. Il Ministero ha infatti chiesto di estendere a 12 mesi la procedura, per consentire la ricerca di possibili soluzioni industriali alternative, anche attraverso gli strumenti di sostegno pubblico disponibili.
Particolare attenzione è stata inoltre richiesta alle trattative per l’eventuale vendita dello stabilimento e all’attività dell’advisor incaricato, sulle quali il Ministero ha sollecitato la massima trasparenza.
Le tre organizzazioni sindacali hanno ribadito la propria opposizione alle decisioni della multinazionale: «Respingiamo il piano aziendale, chiedendo il ritiro dei licenziamenti e un vero piano di rilancio per il sito».
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