Messina, femminicidio Zinnanti: conclusa l’inchiesta della Procura
La Procura conclude l’inchiesta sull’uccisione della 50enne. Santino Bonfiglio, 69 anni, è l’unico indagato. Al centro degli accertamenti anche l’assenza del braccialetto elettronico durante gli arresti domiciliari.
La Procura di Messina ha concluso le indagini preliminari sul femminicidio di Daniela Zinnanti, la donna di 50 anni uccisa il 10 marzo nella propria abitazione di via Lombardia. L’unico indagato è l’ex compagno Santino Bonfiglio, 69 anni, destinatario dell’avviso di conclusione delle indagini previsto dall’articolo 415-bis del codice di procedura penale.
Il provvedimento, sottoscritto dalle pubbliche ministere Alice Parialò e Roberta La Speme, contesta all’uomo il femminicidio, con riferimento anche ai precedenti maltrattamenti e agli atti persecutori, oltre al porto del tondino di ferro utilizzato nell’aggressione e all’evasione dagli arresti domiciliari.
Al momento del delitto, infatti, Bonfiglio si trovava sottoposto alla misura cautelare domiciliare, ma non disponeva del braccialetto elettronico, nonostante ne fosse stata prevista l’applicazione. Una circostanza che aveva suscitato interrogativi sulla gestione delle misure di controllo.
L’attività investigativa è stata condotta dalla Squadra mobile di Messina, con il supporto del laboratorio di Genetica forense del Grps di Palermo. Gli specialisti hanno eseguito accertamenti biologici irripetibili sui reperti acquisiti nell’appartamento in cui si è consumato il delitto.
La vittima aveva già denunciato l’ex compagno, dando origine a un distinto procedimento per maltrattamenti e lesioni, tuttora pendente e prossimo alla sentenza. Secondo la ricostruzione investigativa, Bonfiglio avrebbe raggiunto l’abitazione della donna proprio per indurla a ritirare la denuncia, violando le restrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.
I familiari della vittima, intervenuti recentemente attraverso una comunicazione pubblica, hanno ribadito la propria posizione, definendo quanto accaduto «un delitto che si doveva e si poteva evitare».
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