Fials denuncia carenze di medici e infermieri nel presidio barcellonese
La carenza di personale torna al centro dell’attenzione negli ospedali di Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo, in vista del previsto rientro, dal 1° luglio, della sezione di Medicina interna presso il presidio ospedaliero Fogliani. Secondo il sindacato Fials, il trasferimento dell’unità attualmente operativa al Cutroni Zodda potrebbe compromettere la continuità assistenziale nel nosocomio barcellonese, determinando una significativa riduzione dell’organico.
La preoccupazione è stata espressa in una nota indirizzata alla prefetta, ai sindaci di Barcellona e Milazzo e alla direzione dell’Asp di Messina. Il segretario Domenico La Rocca e il vicesegretario Aldo Lo Presti evidenziano che, fino a oggi, il servizio è stato garantito grazie all’integrazione del personale delle due strutture. “Con il ritorno della sezione a Milazzo, il personale residuo a Barcellona non sarebbe sufficiente a garantire l’attività assistenziale”, affermano. Il sindacato sottolinea inoltre che, rispetto ai sei medici previsti, ne resterebbero soltanto tre, mentre tra gli infermieri le unità disponibili passerebbero da sedici a otto, con ulteriori carenze tra operatori socio-sanitari e personale ausiliario.
Il Fials ricorda che il direttore sanitario del presidio ha già disposto una verifica urgente delle risorse disponibili e chiede all’Asp un intervento immediato per reperire almeno tre medici e il personale infermieristico necessario al mantenimento dei sedici posti letto del reparto.
Contestualmente, l’Asp ha disposto, a partire dal 1° luglio, l’accorpamento temporaneo delle Unità operative di Medicina generale e Pneumologia, motivandolo con la persistente insufficienza di medici. I ricoveri saranno effettuati prioritariamente nei locali della Medicina generale e, qualora necessario, negli spazi delle Malattie infettive dell’apparato respiratorio. Il direttore sanitario del Cutroni Zodda, Antonino Genovese, ha convocato i responsabili delle due strutture per definire gli aspetti organizzativi e logistici della nuova configurazione.
Il direttore generale dell’Asp, Giuseppe Cuccì, ha definito l’accorpamento “una soluzione ponte”, precisando che la separazione dei reparti sarà ripristinata non appena saranno disponibili nuovi professionisti. “Le procedure concorsuali e gli avvisi sono continui e il personale viene inserito in organico appena disponibile”, ha dichiarato. Il manager ha inoltre ricordato che, dal 2024, l’Azienda ha assunto oltre 800 tra medici e infermieri e ha annunciato l’imminente conclusione delle procedure per il reclutamento di un dirigente del Pronto soccorso e di un coordinatore infermieristico destinati al presidio di Barcellona.
Sul tema del Pronto soccorso resta la posizione dell’ex responsabile Paolo Calabrò, secondo cui la struttura necessita del supporto di servizi, reparti e posti letto che attualmente non sarebbero disponibili nel presidio barcellonese.
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