Cronaca

È morto a 94 anni Emilio Fede, volto storico del giornalismo TV

Emilio Fede

È morto a 94 anni Emilio Fede, storico volto del giornalismo televisivo italiano e a lungo direttore del Tg1 e del Tg4. Si è spento nella residenza San Felice di Segrate, assistito dalle figlie Simona e Sveva. Nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1931, si trasferì a Roma dopo la guerra e intraprese la carriera giornalistica collaborando con quotidiani nazionali. Nel 1961 entrò in Rai, dove fu inviato speciale in Africa per otto anni, documentando la decolonizzazione. Rilevante anche la sua inchiesta nota come “bistecca agli estrogeni”.

Nel 1981 fu nominato direttore ad interim del Tg1, che sotto la sua guida seguì in diretta i drammatici fatti di Vermicino. Dopo un periodo a TvA, nel 1989 passò a Fininvest, diventando direttore di Studio Aperto e successivamente, dal 1992, del Tg4. Con la sua conduzione introdusse uno stile informativo inedito, caratterizzato da innovazioni formali e da una forte impronta personale.

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Accanto alla carriera giornalistica, Fede ebbe un percorso controverso segnato da procedimenti giudiziari. Nel 2019 arrivò la condanna definitiva per favoreggiamento della prostituzione nel processo Ruby Bis, scontata tra domiciliari e servizi sociali. Nel 2021 la Cassazione confermò la condanna per tentata estorsione a Mauro Crippa, dirigente Mediaset.

Nel 1964 aveva sposato la giornalista Diana De Feo, da cui ebbe due figlie. Nel corso degli anni pubblicò diversi libri, da “Finché c’è Fede” a “Se tornassi ad Arcore”, e fece alcune apparizioni cinematografiche. Tra le sue ultime uscite pubbliche, la presenza ai funerali di Silvio Berlusconi nel giugno 2023, quando dichiarò: “È stato la mia vita”.


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