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Cenere dell’Etna su Catania, il vulcanologo spiega le cause

Etna agosto 2026

L’attività dell’Etna che da diversi giorni interessa il territorio catanese è il risultato della concomitanza di tre fattori. A spiegarlo è Mario Mattia, vulcanologo e geofisico dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), dove lavora da quasi trent’anni occupandosi del monitoraggio geodetico dei vulcani e delle aree sismotettoniche della Sicilia.

«Su questa attività dell’Etna che dura ormai da diversi giorni si può parlare di tempesta perfetta perché si sono verificate tre condizioni», afferma Mattia.

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La prima riguarda la prolungata attività esplosiva accompagnata da una continua emissione di cenere. Il vulcanologo ricorda le fontane di lava prodotte in passato dal cratere di Sud-Est, sottolineando come l’attività sostenuta e quasi continua della Voragine rappresenti una caratteristica particolare di quest’anno.

A questa situazione si è aggiunta una seconda circostanza, legata alle condizioni meteorologiche. I venti hanno mantenuto una direzione costante da nord verso sud, trasportando la cenere verso Catania e l’aeroporto. Normalmente, spiega Mattia, la direzione prevalente è invece verso est, con ricadute che negli anni passati hanno interessato soprattutto Zafferana Etnea, Giarre e Acireale, dove le strade erano state più volte ricoperte dal materiale vulcanico.

Il terzo elemento è rappresentato dal periodo di Ferragosto, caratterizzato da un maggiore movimento di persone. «Se, infine, ci aggiungiamo che siamo sotto Ferragosto, che è la terza condizione, diciamo per questo che si è creata la tempesta perfetta», conclude Mattia.


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