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Referendum, Renzi: “Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare”

Matteo Renzi

In una nota diffusa nelle ore successive al voto referendario, Matteo Renzi ha richiamato il principio secondo cui, “quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare”, rievocando le proprie dimissioni avvenute dieci anni fa dopo la consultazione costituzionale. L’ex presidente del Consiglio ha ricordato di aver lasciato sia Palazzo Chigi sia la guida del Partito Democratico, rinunciando anche al seggio parlamentare, motivando quella scelta con “una elementare questione di decenza e di dignità”.

Renzi ha sottolineato come, pur disponendo della fiducia delle Camere, mancasse il consenso popolare, situazione che a suo avviso si riproporrebbe oggi. In questo contesto ha indicato l’attuale presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sostenendo che l’esito referendario avrebbe evidenziato una frattura tra governo e cittadini.

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Secondo l’ex premier, il risultato del voto rappresenterebbe un arretramento rispetto alle percentuali iniziali di consenso della maggioranza. Ha inoltre criticato l’impostazione del confronto sulla giustizia, definito “uno scontro ideologico” destinato a produrre conseguenze nel tempo, e ha contestato la gestione della comunicazione politica legata al referendum.

Nel suo intervento, Renzi ha fatto riferimento anche alla qualità della classe dirigente espressa dall’attuale governo e alle dinamiche interne alla coalizione. “Ancora per qualche ora Meloni farà finta di nulla”, ha dichiarato, aggiungendo che “si è rotto il rapporto con il Paese”.

Infine, l’ex presidente del Consiglio ha richiamato il tema delle difficoltà politiche che possono emergere all’interno delle alleanze, osservando che “il peggio deve ancora arrivare”.


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