Attualità

Cardiochirurgia di Taormina collegato al Policlinico di Catania

Cardiologia Taormina - Ospedale San Vincenzo

La Commissione Sanità dell’Assemblea regionale siciliana ha espresso parere favorevole, sebbene non vincolante, alla revisione della rete ospedaliera che ridefinisce l’assetto della cardiochirurgia pediatrica a Taormina. Il pronunciamento rappresenta un passaggio istituzionale che rafforza la decisione della giunta regionale, approvata alla fine di gennaio, di collegare il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica del Mediterraneo alla struttura per adulti del Policlinico Rodolico San Marco di Catania, superando la precedente ipotesi di aggregazione con l’ospedale Papardo di Messina.

La misura recepisce le indicazioni provenienti dai ministeri della Salute e dell’Economia e inserisce formalmente la struttura taorminese nella riorganizzazione del sistema sanitario regionale. La scelta ha alimentato un confronto politico tra forze di maggioranza e opposizione. Il Movimento 5 Stelle aveva definito la decisione «uno scippo politico in piena regola, mascherato da scelta tecnica». Diversa la posizione dell’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, che aveva evidenziato la necessità di assicurare condizioni adeguate per la presenza di due cardiochirurgie pediatriche in Sicilia, precisando che l’individuazione del Policlinico di Catania come riferimento non avrebbe modificato l’attività del centro di Taormina.

CanaleSicilia

Pino Galluzzo

Sulla decisione è intervenuto anche il deputato regionale di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Sanità, Pino Galluzzo, che ha spiegato: «Il Policlinico di Catania è un Dea di secondo livello, struttura ad alta complessità e specializzazione, mentre il Papardo di Messina, essendo un Dea di primo livello, non poteva più rappresentare la struttura di riferimento della Cardiochirurgia». Galluzzo ha inoltre precisato che il provvedimento «ha semplicemente recepito le indicazioni dei ministeri della Salute e dell’Economia».

Il Centro di Taormina proseguirà la propria attività assistenziale, elemento ritenuto rilevante dalle famiglie dei pazienti pediatrici, in attesa di certezze sulla stabilità del servizio. La questione è stata seguita con attenzione anche in relazione alla scadenza della convenzione con l’ospedale Bambin Gesù di Roma, inizialmente prevista per il 31 dicembre 2025 e successivamente prorogata fino a giugno. Il presidente della Regione, Renato Schifani, aveva annunciato interlocuzioni con i ministeri per garantire la continuità del centro, mentre le associazioni dei familiari hanno sollecitato una stabilizzazione definitiva, anche in deroga al decreto Balduzzi, che prevede un solo centro di cardiochirurgia pediatrica ogni cinque milioni di abitanti.


👁 Articolo letto 695 volte.
© 2026 Riproduzione Riservata.

Leggi la Prima Pagina

Tasto back to top