Cronaca

Traffico di stupefacenti, otto nuove misure cautelari a Messina

Polizia Messina

La Polizia di Stato ha eseguito a Messina un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di otto persone indagate, a vario titolo, per reati legati all’acquisto e alla cessione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina su richiesta della Direzione distrettuale antimafia e fa seguito agli interrogatori preventivi svolti il 4 febbraio 2026.

In base alle determinazioni dell’autorità giudiziaria, per quattro indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per altri due gli arresti domiciliari e, per i restanti due, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’intervento si colloca nell’ambito di un’articolata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Messina e coordinata dalla Dda peloritana.

CanaleSicilia

Le indagini rappresentano la prosecuzione di un’operazione che, il 27 gennaio scorso, aveva già portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di quindici soggetti ritenuti indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, operante nel territorio comunale e provinciale di Messina.

Gli accertamenti investigativi hanno consentito di delineare l’operatività di un sodalizio criminale strutturato, caratterizzato da una stabile organizzazione interna e da una precisa ripartizione di ruoli. Sarebbero stati ricostruiti numerosi episodi di approvvigionamento e cessione di sostanze stupefacenti, riconducibili alla direzione di un soggetto indicato come promotore del gruppo.

È emersa inoltre l’esistenza di una rete di distribuzione articolata, con collegamenti con fornitori attivi in Calabria e nella Sicilia orientale, nonché il coinvolgimento di soggetti ritenuti contigui alla criminalità organizzata messinese, anche legati allo storico clan del rione Cep. L’attività investigativa, ritenuta particolarmente complessa, si è avvalsa di servizi di osservazione e videosorveglianza, anche in considerazione delle cautele adottate dagli indagati per eludere le captazioni. Le misure sono state eseguite con il supporto delle Squadre Mobili di Catania e Reggio Calabria.


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