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Tiromancino – Intervista a Federico Zampaglione tra mare, amore e live

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Federico Zampaglionedi Gabriele Villa – I Tiromancino sabato 22 ottobre apriranno la nuova stagione del Teatro “Mandanici” di Barcellona Pozzo di Gotto con il loro “Nel respiro del mondo Live”.

La band capitanata da Federico Zampaglione proporrà i brani storici come “Due destini” e “La descrizione di un attimo” ma anche i recenti successi come “Piccoli miracoli”, “Tra di noi” ed il nuovo singolo in uscita il 21 ottobre “L’ultimo treno della notte”.

Abbiamo intervistato il front man della band che ci ha svelato qualcosa del concerto del 22 ottobre oltre ad alcune altre curiosità sulla band e la loro vita artistica.

Intervista Amore Night a Federico Zampaglione

Intervista di Gabriele Villa

Ciao Federico, che concerto sarà quello del 22 ottobre a Barcellona?
Sarà uno spettacolo vario. Ci saranno pezzi dell’ultimo disco, ma anche brani del passato che non suonavamo da un po’. Poi ci sarà anche uno spazio acustico dove eseguiremo alcune canzoni con una scenografia particolare, molto intima, dove tireremo fuori l’anima di questi brani mostrandoli un po’ così come sono nati. Il concerto è un viaggio in tutta la nostra produzione artistica con 23 canzoni che ci permetteranno anche di spaziare nelle varie sonorità dall’elettronica al rock passando al country grazie ad alcuni arrangiamenti studiati per l’occasione. E’ uno spettacolo di cui vado molto fiero.

Come mai la scelta di esibirvi a teatro?
La scelta dei teatri è nata perché in questi luoghi c’è una maggiore pulizia del suono. La musica che noi facciamo si basa molto sulle sfumature e la comprensibilità dei testi. Ad esempio nei palazzetti c’è l’impossibilità di far sentire tutta una serie di sonorità ricercate o dei suoni delicati che sono comunque importanti per la canzone, così come si disperdono molte parole che fanno perdere il senso dell’intimità della canzone stessa. Per questo abbiamo scelto per il tour invernale spazi dall’alta qualità sonora. Poi siccome i dischi che facciamo sono molto ricercati con sonorità particolari così come l’ultimo “Il respiro del mondo” dove ci sono percussioni ispirati ai suoni del mare che necessitano di essere sostenuti con la giusta acustica, credo che nei teatri tutto questo è possibile e ritengo che sarà la strada che continuerò a seguire piano piano per le esibizioni dal vivo.

Qual è il tuo rapporto con i live?
E’ ottimo. Mi diverto tantissimo dal vivo e con gli anni sono diventato molto più espansivo e disinvolto sul palco. I concerti mi divertono tantissimo e poi sono un importantissimo momento di condivisione della nostra musica.

Il mare è in qualche modo il filo conduttore del tuo ultimo lavoro. Da dove è nata questa ispirazione?
Io amo il mare. E’ la mia dimensione. Non mi piace il mare commerciale, quello di massa, amo più quello un po’ selvaggio, intimo, frequentato da poche persone. Adoro andare a pescare, così come fare immersioni ed esplorare i fondali. Di recente sono stato a Filicudi dove ho avuto modo di stare a stretto contatto con la natura. Il mare, del resto, è anche fonte di grande ispirazione. E’ una grande entità che respira e ci manda continuamente delle immagini, delle suggestioni, degli odori e dei suoni. E’ al centro della vita. Ed il disco “Il respiro del mondo” prende spunto dal mare per andare a parlare del nostro viaggio in questa vita delle nostre pulsioni, dei nostri amori, delle nostre paure, delle nostre speranza. Quanta speranza c’è in un migrante che prende un gommone che va a cercare in un’altra terra un futuro migliore. Quanta speranza c’è in una nave che parte per andare a pesca e cerca di tornare con le reti piene. Il mare può essere qualcosa di stupendo ed avvolgente, ma anche può essere sinistro ed inquietante. E’ una grande entità che racchiude tutto, per questo ho utilizzato questa metafora del mare per raccontare alcuni aspetti della vita.

Alcuni brani sono stati scritti a quattro mani con tuo padre?
Si, diverse canzoni, tra cui “Tra di noi” sono stati scritti assieme a mio padre Domenico. Anche lui è un grande amante del mare, per tanti anni ha fatto il sub, e quindi lo conosce molto bene. 

Anche l’amore è uno degli elementi di questo album ed in particolare dei due singoli “Piccoli miracoli” e “Tra di noi”. Due differenti modi di raccontarlo.
Assolutamente si. “Piccoli miracoli” racconta anche di apprezzare quello che succede sotto i nostri occhi. Di saper apprezzare quelle emozioni, quegli attimi, quei momenti che non torneranno. Un amore verso sé stessi, verso la possibilità di vivere e di fare esperienza e di godere di tutto quello che ogni giorno ci viene offerto, senza darlo per scontato perché nulla è mai scontato. Tutto quello che succede, specialmente se è bello è un grande dono e questo ce lo dobbiamo sempre ricordare. “Tra di noi” invece è l’idea di un amore che cambia forma e si adatta ad una realtà diversa attorno a se che fa il conto con il passare del tempo ma che trova il modo di rafforzarsi e che rappresenta un’energia forte per chi lo vive.

Tu oltre a fare il musicista ti sei cimentato con il cinema. Che rapporto hai con questo mondo?
Mentre sulla musica mi sono sempre ispirato a situazioni luminose, riflessive a volte anche intime, il cinema mi porta ad esplorare la parte più inquietante della realtà, la parte più dura, inquietante e cattiva della vita. Sono sempre stato un appassionato di cinema. Sono cresciuto con il cinema di genere che negli ultimi anni è stato un po’ trascurato in favore di un cinema più addomesticato basato sulla commedia dove non si osa più. Ho voluto così riprendere in mano quel tipo di cinema.

La ricerca del commerciale e degli incassi oltre che nel cinema si ha anche nella musica?
Questo, purtroppo è vero. Io questa mentalità non l’ho mai voluta sposare. Al contrario ho cercato sempre di andare contro questa tendenza. La musica deve nascere dal coraggio di dire le cose che vuoi dire e non dall’uniformarsi alla moda del momento. Se dovessi scrivere una canzone perché il mercato mi chiede quel tipo o quell’altro di brano che lo faccio a fare il musicista? Avrei fatto l’imprenditore se dovevo fare musica solo per vendere.

Novità in arrivo?
Il 21 ottobre esce il nuovo singolo. Si tratta di uno dei brani più belli che abbia mai scritto. Si intitola “L’ultimo treno della notte” ed è una ballata retrò che ricorda un po’ le canzone degli anni sessanta. E’ un brano molto romantico, intenso a tratti quasi struggente.

Tiromancino – Intervista a Federico Zampaglione tra mare, amore e live ultima modifica: 2016-10-16T11:14:02+02:00 da CanaleSicilia