Terzo mandato, il caso Burgio divide il centrodestra siciliano
La vicenda del terzo mandato dei sindaci riaccende il confronto all’interno della maggioranza di centrodestra in Sicilia, con posizioni contrapposte tra Lega e Mpa a partire dal caso del sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio. Al centro della controversia vi è la richiesta avanzata dagli autonomisti al presidente della Regione, Renato Schifani, affinché firmi il decreto di rimozione del primo cittadino, rieletto per un terzo mandato consecutivo.
Burgio, segretario provinciale della Lega a Caltanissetta, sostiene la legittimità della propria candidatura richiamando la sentenza n. 16 del 2026 della Corte costituzionale, ritenendo applicabile anche in Sicilia la disciplina nazionale. Un’interpretazione che l’assessorato regionale alle Autonomie locali, guidato da Elisa Ingala, non condivide, tanto da trasmettere la proposta di rimozione al governatore. L’Mpa ha invitato Schifani a procedere «senza esitazione», affermando che «non si può consentire che un singolo amministratore realizzi per via di fatto ciò che il legislatore regionale ha più volte negato per via di diritto».
La Lega ha contestato duramente questa posizione, raccogliendo il sostegno di 18 sindaci ed ex sindaci appartenenti anche ad altri schieramenti politici. I firmatari definiscono «una presa in giro» la posizione degli autonomisti e ritengono che la questione riguardi il diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti e quello all’elettorato passivo, demandando ogni valutazione alle autorità competenti.
A favore della linea dell’Mpa è intervenuto anche il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, che ha ribadito la necessità di applicare la normativa vigente, chiedendo contestualmente una riforma valida per tutti e «non la sanatoria per uno».
Sul tema è intervenuta anche Anci Sicilia. Il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano hanno ricordato di sostenere da tempo l’allineamento della normativa regionale a quella nazionale, evidenziando che la Sicilia resta l’unica Regione nella quale i sindaci dei Comuni interessati non possono concorrere per un terzo mandato consecutivo. Allo stesso tempo hanno sottolineato che, fino a eventuali modifiche legislative, la legge vigente deve essere rispettata, mentre la definizione del caso Burgio spetterà agli organi giudiziari. L’associazione invita infine l’Assemblea regionale siciliana a riaprire il confronto sul tema in vista delle amministrative del 2027, quando numerosi sindaci concluderanno il secondo mandato.
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