Tentato suicidio a Gazzi, agente penitenziario evita la tragedia
Un tentativo di suicidio è stato sventato nella tarda mattinata del 6 gennaio all’interno del Reparto SAI della Casa Circondariale di Messina, nel carcere di Gazzi. Un detenuto ha cercato di togliersi la vita impiccandosi alle inferriate della propria cella, ma il tempestivo intervento di un agente di Polizia Penitenziaria ha evitato l’esito tragico.
Durante un controllo ordinario della sezione, l’agente ha notato la situazione di pericolo ed è intervenuto immediatamente. Con il supporto di un detenuto addetto alle mansioni lavorative, è riuscito a sciogliere il laccio e a liberare l’uomo, che si trovava già privo di sensi. Subito dopo è stato allertato il personale sanitario, consentendo l’avvio delle procedure di soccorso e il trasferimento del detenuto alle cure necessarie.
A rendere noto l’episodio sono stati Giovanni Spanò e Angelo Romeo, rispettivamente vice segretario regionale e segretario locale del sindacato Sinappe. In una nota, i due rappresentanti sindacali hanno sottolineato come l’intervento dimostri “l’elevato livello di professionalità, la prontezza operativa e il senso del dovere” del personale penitenziario, impegnato quotidianamente nella gestione della sicurezza e nella tutela dell’incolumità delle persone ristrette.
“Rivolgiamo un sentito plauso all’agente autore del salvataggio – hanno dichiarato Spanò e Romeo – e invitiamo la Direzione della Casa Circondariale di Messina a riconoscere formalmente il gesto compiuto”.
L’episodio si inserisce in un contesto più ampio segnato da dati critici sul fenomeno dei suicidi in carcere. Nel corso del 2024 sono stati registrati almeno 61 casi, mentre nel 2023 le morti volontarie tra i detenuti erano state circa 70. Le statistiche evidenziano inoltre condizioni di sovraffollamento diffuse, con presenze superiori di oltre il 30 per cento rispetto alla capienza regolamentare, fattori spesso associati a situazioni di disagio e fragilità.
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