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Teatro Massimo Bellini, tensione tra lavoratori e vertici dell’ente

Teatro Massimo Bellini Catania

Si intensifica il confronto tra i lavoratori del Teatro Massimo Bellini di Catania e la parte datoriale. Al centro della vertenza vi sono in particolare musicisti e personale artistico, mentre il Sindacato autonomo parla di una situazione definita “grave e non più sostenibile”.

La FIALS CISAL ha formalmente avviato la procedura di raffreddamento e conciliazione, prevista dalla normativa vigente come passaggio preliminare rispetto a eventuali iniziative di mobilitazione sindacale, compreso lo sciopero. La decisione è maturata al termine di un lungo confronto che, secondo quanto riferito dal sindacato, non avrebbe prodotto risultati concreti.

CanaleSicilia

In una comunicazione inviata al sindaco di Catania e ai vertici dell’ente lirico si evidenzia come alle note trasmesse il 2 e il 12 marzo non sia seguita alcuna risposta. Nella stessa segnalazione si fa inoltre riferimento all’incontro del 5 marzo scorso, durante il quale, secondo il sindacato, la delegazione datoriale avrebbe lasciato il tavolo negoziale, interrompendo il dialogo in corso. Una condotta ritenuta “anomala e irriguardosa” nei confronti dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, aggravata dall’assenza di ulteriori convocazioni per riprendere il confronto.

Sulla vicenda sono intervenuti il segretario provinciale della CISAL Catania, Giovanni Lo Schiavo, e il segretario provinciale della FIALS CISAL Catania, Aldo Ferrenti. “Siamo di fronte a una situazione estremamente seria e mortificante per i lavoratori del Teatro Massimo Bellini, per i musicisti e per tutte le professionalità che ogni giorno contribuiscono a rendere questa istituzione un punto di riferimento culturale non solo per Catania ma per l’intero Paese. Non è accettabile che il confronto venga interrotto in questo modo e che si continuino a ignorare le legittime richieste dei lavoratori”, dichiarano.

I rappresentanti sindacali evidenziano inoltre un’incongruenza legata alla candidatura di Catania a Capitale italiana della Cultura 2028: “Non si può pensare di candidare Catania a Capitale della Cultura 2028 e allo stesso tempo non dare ascolto proprio a coloro che la cultura la producono e la rappresentano quotidianamente”.

La procedura di raffreddamento è stata trasmessa anche al sindaco di Catania, nella sua funzione di presidente dell’ente Teatro Massimo Bellini, con la richiesta di una convocazione urgente per riaprire il tavolo negoziale. Il sindacato sollecita una soluzione in tempi brevi, sottolineando che il protrarsi della vertenza potrebbe incidere sia sui diritti dei lavoratori sia sull’immagine culturale della città. In mancanza di risposte, non vengono escluse ulteriori iniziative di mobilitazione.


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