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Tagli alle scuole: i genitori incontrano il Vicesindaco di Gioiosa Marea Teodoro Lamonica

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Teodoro Lamonica e la scuola materna regionale di Gioiosa MareaSi é svolto oggi un incontro tra il vicesindaco Teodoro Lamonica e un gruppo di genitori di bambini che frequentano la scuola materna regionale di Gioiosa Marea e di San Giorgio preoccupati per il futuro scolastico dei propri figli. Infatti quest’anno sembra che il comune non abbia intenzione di riconfermare lo stesso personale che aveva in passato dedicato alla scuola tagliando quindi, per assenza di fondi, servizi essenziali quali la vigilanza. A causa dei tagli vengono a mancare alcune unità che avrebbero consentito di avere la vigilanza su tutto l’arco delle 8 ore scolastiche.

Il problema é di fondamentale importanza soprattutto per le scuole materne in quanto i bambini, secondo anche una sentenza della cassazione del 2010 (che si allega in seguito), non possono essere lasciati soli neanche in bagno. Per cui se l’insegnante é sola chi accompagnerà i bambini a fare i loro bisogni? O dovremo forse ricorrere a piú antichi rimedi ma efficaci vasini?

Il Vicesindaco, dimostratosi sensibile al problema, ha dichiarato che cercherà di concerto con le autorità scolastiche di risolvere, nei limiti delle sue possibilità il problema. Noi, genitori, aspettiamo fiduciosi di poter mandare i nostri figli in scuole sempre piú sicure ed accoglienti.

Ci riproponiamo di rincontattare l’amministrazione per avere riscontro sugli sviluppi dell’intervento promesso.

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Sentenza della cassazione n. 9906/2010

Con sentenza n. 9906/2010 la Corte di Cassazione ha ribadito che i bambini della scuola materna non possono essere lasciati da soli neanche in bagno, perché richiedono una vigilanza completa.
La pronuncia si lega al ricorso, respinto, del Ministero dell’Istruzione che riteneva di non dover risarcire i genitori di una bambina di tre anni che si era fatta male nel bagno della sua scuola, dove era stata lasciata dalla maestra, preoccupata di rientrare in classe dagli altri bambini. In bagno, tirando la catenella, la bambina era stata colpita ad un occhio da un gancio che si era spezzato. Per il Ministero l’insegnante, che era rientrata in classe per vigilare sugli altri bambini, non era da ritenere responsabile dell’incidente occorso alla bambina nel bagno. Per la Cassazione, invece, la maestra è responsabile per “culpa in vigilando” dal momento che per lei non c’è solo l’obbligo di istruire ed educare gli alunni ma anche di proteggerli: non avrebbe dovuto lasciare la bambina da sola e, eventualmente, avrebbe dovuto richiedere l’intervento del personale non docente. “Fra allievo e istituto scolastico – ha precisato la sentenza, – con l’accoglimento della domanda di iscrizione e con la conseguente ammissione dello stesso alla scuola, si instaura un vincolo negoziale dal quale sorge, a carico dell’istituto, l’obbligo di vigilare sulla sua sicurezza e incolumità nel periodo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso”. Il Ministero si configura, perciò, responsabile del comportamento dell’insegnante, in quanto suo datore di lavoro, ed è obbligato a corrispondere i danni provocati alla bambina dalla rottura della catenella.

Apettiamo l’incidente o peggio per porre i rimedi ?

Tagli alle scuole: i genitori incontrano il Vicesindaco di Gioiosa Marea Teodoro Lamonica ultima modifica: 2012-09-21T16:12:02+02:00 da CanaleSicilia